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Debora
 
 

Ciao a tutti, mi chiamo Debora, ho 32 anni e vivo a Roma.

Vi voglio raccontare la mia vita prima di accettare il Signore nel mio cuore. Durante il giorno lavoravo pere dieci ore in una fabbrica di legatoria e di notte mi piaceva frequentare le discoteche. Durante quegli anni feci amicizia con una grossa comitiva di circa trenta persone, molto legate le une alle altre; il giorno si lavorava, il pomeriggio si andava in palestra ed il sabato e la domenica si andava al mare prima, se si era in estate, e in discoteca dopo.

Pian piano ho iniziato a frequentare i locali notturni di Roma, poi, stanca delle discoteche della capitale, insieme ai miei amici approdammo nei locali notturni di Riccione, Firenze, Bologna, ecc.

Con il passare del tempo avevamo formato un gruppetto composto da me, dal mio fidanzato (che oggi è mio marito) e da altri due ragazzi. Andavamo in ogni luogo, finché i proprietari delle discoteche ci chiesero se volevamo fare i cubisti.

Noi eravamo molto felici perché la cosa ci piaceva molto: iniziammo a vestirci in modo particolare secondo la moda del tempo, quella degli anni ’90 (pantaloni a zampa di elefante, cappelli molto egocentrici...) Era il modo in cui ci vestivamo e con cui ballavamo che attirava la gente. Per quanto mi riguardava il divertimento era assicurato, avevo i soldi perché in questo lavoro ti pagano bene, giravo molto, conoscevo molta gente, molte discoteche, insomma, era il massimo del divertimento per una ragazza di 22 anni. Mi ricordo un giorno, proprio al lavoro venne una signora e cominciò a parlarmi di GESÙ. Io non rifiutai di sentirla parlare, ero contenta, perché nell’intimo del mio cuore avevo sempre cercato una persona con cui poter parlare di Dio, e così cominciai a farle molte domande al punto che lei mi invitò ad andare nella sua chiesa ed io accettai. Mi ricordo che io sono entrata e la chiesa non mi piaceva tanto; premetto che venivo dalla chiesa cattolica. C’era solo un grandissimo quadro dietro il pulpito, due piantine finte ai suoi lati e vari strumenti; ma la cosa che mi infastidì molto (sottolineo “molto”) fu che non vidi neanche un crocifisso e mi chiesi: “Ma questa gente, cosa prega? Vuoi vedere che sono testimoni di Gehova”  Ad un certo punto cominciarono a pregare: chi alzava la voce a destra, chi a sinistra, chi piangeva, chi alzava le mani…ed io mi chiesi dove fossi capitata.

Quella prima volta non mi fece una buona impressione, però ho continuato ad andare perché volevo sentire, vedere e conoscere la verità. Sentivo sempre parlare nelle prediche di Gesù come nostro amico che ci parla, che è vivente. Per me sentire queste parole rappresentava qualcosa di importante, di verità piene di significato, soprattutto parole tutte da scoprire. Ricordo che un giorno ero in casa seduta e pensavo, i miei pensieri li confidavo a Dio e dissi questo: “Signore, dicono che Tu guarisci, che sei vivente, che ci parli. Da questo momento in poi non vado più in chiesa perché Tu mi devi dimostrare che realmente esisti”. Chiesi questo al Signore perché temevo che le persone della chiesa mi potessero influenzare con il loro parlare. Infatti dopo quella decisione il Signore iniziò in me un’opera nuova, su tutto ciò che io chiedevo in preghiera mi rispondeva con la Sua Parola parlando al mio cuore. Faccio un esempio: Gli chiesi di togliermi il vizio della sigaretta e Lui un giorno lo fece al punto tale che io avevo ribrezzo verso di essa. La cosa per la quale ho combattuto di più era di togliermi il desiderio della mondanità, tutto ciò che racchiude i desideri, le voglie che il mondo ti dà “ma che non servono a nulla”, e così facendo passarono tre mesi. Il Signore però fece molto di più togliendomi tutto ciò che non era buono per me. Oggi ringrazio Dio per la Sua immensa bontà che ha avuto verso di me; sono passati dieci anni da quando ho accettato Gesù nel mio cuore e vi dico che ci sono stati giorni di gioia, di tristezza, di lacrime, di stanchezza, di forza, di amore e potrei continuare all’infinito, ma tutto questo è successo insieme a Lui. Egli è stato al mio fianco, Lui è morto per me, Lui ha sofferto per me e pianto con me e gioito con me in tutti questi anni. Ora sono moglie, sono mamma di un bimbo di un anno e mezzo ma soprattutto sono figlia del Re che è in cielo e ha preparato una stanza anche per me.

Ragazzi, io vi dico che né le discoteche né altri posti del mondo possono dare quella pace, quella gioia, quella tranquillità, quel divertimento che DIO vuole dare ad ognuno di voi. Voglio precisare che le discoteche sono luoghi dove satana regna e lega tanti giovani con la trasgressione, con la droga, con l’alcool, con il sesso distruggendoli fino alla morte.

Un semplice consiglio posso darvi: mettete Dio alla prova nella vostra vita pratica di tutti i giorni, chiedete a Lui delle risposte ed Egli vi risponderà.

Spero che raccontandovi la mia testimonianza possa essere di aiuto e incoraggiamento a qualcuno di voi.

Accettate Gesù nel vostro cuore e Dio vi scamperà da molti pericoli.

DIO VI BENEDICA.

gentile concessione della sorella Debora ai giovani di Matera
(da  “Gioventù Cristiana” -  Giugno 2001 – Chiesa A.D.I. di Matera)

 

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