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Il decalogo in relazione all'insegnamento del Nuovo Testamento
 

IX Comandamento

"Non attestare il falso contro il tuo prossimo" (Esodo 20:16)

Il nono comandamento proibisce la falsa testimonianza particolarmente in sede processuale ma non solo lì, infatti, sempre nello stesso libro al capitolo 23 verso 1 si legge: "Non spargere voci calunniose e non favorir l'empio attestando il falso". Più ampiamente, quindi, il nono comandamento tratta del rispetto dovuto al prossimo, difendendo l'inviolabilità della reputazione altrui contro la calunnia.
Tra le sette cose che il Signore odia e che gli sono in abominio, secondo quanto riportato nel libro dei Proverbi, troviamo: "...il falso testimone che proferisce menzogne..." (6:19).

1. LA FUNZIONE DEL TESTIMONE SECONDO LA LEGGE MOSAICA

La funzione del testimone era determinante in Israele. In un certo senso aveva potere di vita o di morte. C'è da precisare che la Legge mosaica stabiliva che la deposizione d'un solo testimone non bastava per l'applicazione della pena capitale (Num. 35:30; Deut. 17:6).
Lo stesso principio d'altronde era alla base di tutta la giurisprudenza ebraica (Deut. 19:15).
Dio aveva disposto comunque un severo trattamento ai falsi testimoni perciò i giudici prima d'interrogarli ed accettare la loro deposizione dovevano scongiurarli a dire tutta la verità e fare un'inchiesta accurata sulla validità delle accuse. Nel caso la testimonianza risultasse falsa, gli veniva inflitta la pena che lui stesso voleva fare infliggere ingiustamente all'accusato. Le pene per il falso testimone sono descritte in Deuteronomio 19:16-21.

Lo storico Giuseppe Flavio afferma che la Legge mosaica non autorizzava a testimoniare né le donne né i bambini. Anche se la Legge non contiene ordinanze formali in proposito, detta affermazione potrebbe essere probabile in quanto i testimoni prendevano parte all'esecuzione. Questa avveniva fuori delle mura della città (Lev. 24:14). I testimoni mettevano le mani sul capo del condannato per affermarne la colpevolezza e, nel caso d'idolatria e forse anche di altre infrazioni alla Legge, i testimoni lanciavano le prime pietre sul condannato (Deut. 13:9; 17:7; cfr. Giov. 8:7 ; Atti 6:11-13 ; 7:58).

In più occasioni Gesù parla della testimonianza che Egli rende alla verità, confermata dal Padre e dalla Scrittura (Giov. 3:11,33; 5:31-39; 8:13-18).Lo Spirito Santo, Spirito di verità, rende testimonianza a Gesù (Giov. 15:26).

2. L'USO DELLA PAROLA

In quanto strumento del linguaggio umano, la lingua può servire tanto al bene, quanto al male. Esaminando attentamente le Scritture, nel loro insieme, noteremo che ritorna continuamente l'immagine che la lingua dà testimonianza esteriore dell'uomo interiore.

La lingua è :

a) organo creativo o distruttivo

Esaminiamo al riguardo alcune verità bibliche:
- "Morte e vita sono in potere della lingua; chi l'ama ne mangerà i frutti" (Prov. 18:21);
- "Chi ha la lingua perversa cade nella sciagura" (Prov. 17:20);
- "I tesori acquistati con lingua bugiarda sono un soffio fugace" (Prov. 21:6).
- "La lingua del giusto è argento pregiato" (Prov. 10:20);
- "La lingua che calma è un albero di vita" (Prov. 15:4);
- "... le mie labbra non diranno nulla d'ingiusto e la mia lingua non proferirà falsità. Fino all'ultimo respiro non mi lascerò togliere la mia integrità" (Giobbe 27:4,5).

Attestare il falso, mentire o accusare ingiustamente potrebbe recare un danno notevole al nostro prossimo o al nostro fratello.
Dobbiamo assolutamente guardarci dalla menzogna (anche da quella detta a fin di bene), dalla diffamazione e dalla calunnia.
Dobbiamo guardarci altresì dal pettegolezzo, dalla maldicenza, dalle esagerazioni e dal mormorare. Chi parla con falsità seminando zizzanie fa l'opera dell'avversario, il diavolo, che è il "padre della menzogna" (Giov. 8:44).

b) organo che deve essere dominato

E' ancora la Parola di Dio che può aiutarci a capire meglio questo problema. Notiamo:
- "Se uno pensa di essere religioso, ma poi non tiene a freno la sua lingua, inganna sé stesso e la sua religione è vana" (Giac. 1:26);
- "La lingua è un piccolo membro; può vantarsi di grandi cose; è paragonabile ad un piccolo fuoco, che può incendiare una grande foresta" (Giac. 3:5);
- "Chi ama veramente la sua vita e vuole vedere giorni felici, trattenga la sua lingua dal male e le sue labbra dal dire il falso; fugga il male e faccia il bene; cerchi la pace e la persegua" (I Pietro 3:10,11).
- "Non andrai qua e là facendo il diffamatore in mezzo al tuo popolo, né ti presenterai ad attestare il falso a danno della vita del tuo prossimo" (Lev. 19:16);
- "Queste sono le cose che dovete fare: dite la verità ciascuno al suo prossimo; fate giustizia, nei vostri tribunali, secondo verità e per la pace; nessuno trami in cuor suo alcun male contro il suo prossimo; non amate il falso giuramento; perché tutte queste cose io le odio, dice il Signore" (Zac. 8:16,17).

c) organo che deve essere esercitato al bene

Propriamente la lingua è l'organo che Dio ci ha dato per fare professione della nostra fede: "ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore" (Filip. 2:11).
In virtù della professione di fede nessuna parola maldicente, offensiva, irriverente o fuori posto deve uscire dalla bocca dei figlioli di Dio, ma un parlare che edifichi secondo il bisogno, affinché conferisca grazia a chi l'ascolta (Efes. 4:29).
Il profeta Isaia pronuncia le seguenti parole: "Il Signore, Dio, mi ha dato una lingua pronta, perché io sappia aiutare con la parola chi è stanco" (Isaia 50:4).
Questo testo biblico mostra alcuni aspetti del carattere del Servo dell'Eterno. In modo diretto e profetico parla di Gesù Cristo che è stato il "Servo dell'Eterno per eccellenza"; in modo più ampio parla del modo di fare che devono manifestare tutti coloro che si dichiarano seguaci e servitori di Gesù Cristo.
Il nostro Dio è un Dio di verità e di rettitudine; come suoi figliuoli siamo chiamati a camminare e parlare in verità. Solo se riusciremo a controllare il nostro parlare, saremo veramente cristiani maturi ed avveduti (Giac. 3:2).

4. CONCLUSIONE

Benché questo comandamento trovi la sua applicazione soprattutto nei tribunali, può essere riferito anche all'uso della parola e alla moderazione della lingua. Una testimonianza falsa, infondata, deposta davanti a un giudice o espressa in forma di pettegolezzo o maldicenza è uno dei modi più efficaci per rovinare il buon nome e la reputazione di una persona.

Facciamo in modo che la nostra lingua glorifichi Dio e benedica sempre il nostro prossimo.
"Chi salirà al monte del Signore? Chi potrà stare nel suo luogo santo? L'uomo innocente di mani e puro di cuore, che non eleva l'animo a vanità e non giura con il propositi di ingannare. Egli riceverà benedizione dal Signore, giustizia dal Dio della sua salvezza" (Salmo 24:3-5).


P.C.


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