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VIII Comandamento
"Non rubare" (Esodo 20:15)
Questo comandamento salvaguarda il diritto
di proprietà contro il furto. Secondo un noto
dizionario della lingua italiana, il furto viene così
definito: "L'impossessarsi illecitamente e di nascosto
della roba altrui".
Nel linguaggio giuridico, il furto è "l'atto
e il fatto d'impossessarsi di cosa mobile altrui sottraendola
a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé
o per altri".
Questo può essere distinto in vari modi; per
esempio si parla di:
- furto qualificato: aggravato da particolari circostanze
specificamente previste;
- furto con scasso: aggravato dall'uso di violenza sulle
cose;
- furto con destrezza: lo stesso che borseggio;
- furto d'uso: commesso al solo scopo di fare uso momentaneo
della cosa sottratta, restituendola subito dopo.
Se dovessimo dare una definizione del
furto che più si avvicina all'insegnamento biblico,
diremmo che rubare significa "sottrarre con l'astuzia
o con la forza, valori visibili e invisibili, siano
essi di natura materiale, morale o spirituale".
Guardando le cose da questo punto di vista si potrebbe
considerare questo comandamento esaminando anche l'aspetto:
"Non frodare".
In diritto privato, s'intende per frode ogni comportamento
sleale in pregiudizio di altri. Dal diritto civile e
penale sono prese in considerazione varie forme di reato.
Si ha la frode in commercio; la frode fiscale; la frode
alla legge; la frode pia; la frode processuale; ecc...
ecc...
1. ALTRI TESTI BIBLICI INERENTI
IL "NON RUBARE" , RIGUARDANTI ANCHE LA FRODE
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- "Non ruberete, e non userete inganno
né menzogna gli uni a danno degli altri"
(Levit. 19:11).
- "Chi rapisce un uomo, sia che poi lo abbia venduto
sia che lo tenga ancora prigioniero, deve essere messo
a morte" (Esodo 21:15).
- "...chi pratica la frode non abiterà nella
mia casa" (Salmo 101:7).
- "Il pane frodato è dolce all'uomo; ma,
dopo, avrà la bocca piena di ghiaia" (Prov.
20:17).
- "Chi ruba a suo padre e a sua madre e dice: "Non
è un delitto!", è compagno del dissipatore"
(Prov. 28:24).
- "Perciò, ecco, dice il Signore, io vengo
contro i profeti che rubano gli uni agli altri le mie
parole" (Geremia 23:30).
- "Io mi accosterò a voi per giudicare e
sarò un testimone pronto contro... quelli che
derubano l'operaio del suo salario..., dice il Signore
degli eserciti" (Malachia 3:5).
- "Infatti il... non rubare, e qualsiasi altro
comandamento si riassumono in questa parola: Ama il
tuo prossimo come te stesso". L'amore non fa nessun
male al prossimo; l'amore quindi è l'adempimento
della legge. E questo dobbiamo fare..." (Romani
13:9,10).
Come si può notare dai succitati
versi, questo comandamento abbraccia tutti gli aspetti
della vita sociale, morale e spirituale. Nell'Antico
Testamento era giudicato in base alla sua gravità.
Era richiesta la restituzione di cinque buoi e quattro
pecore per il furto di uno di essi (Esodo 22:1);
la restituzione fino al settuplo per il ladro che, per
necessità di nutrirsi, veniva sorpreso a rubare
(Prov. 6:30,31).
La pena di morte era prevista in caso di sequestri di
persona.
2. IL DIVIETO DI IMPOSSESSARSI
DEI BENI ALTRUI
Molti credono che il denaro dà
la felicità, quindi avere un bel conto in banca,
possedere dei beni, è quello che ci vuole. Il
problema è che non si vorrebbe fare troppi sforzi
per ottenerli.
Quale soluzione migliore se non quella di rubare prendendo
direttamente da chi ha già. Scavalcare la legge
naturale delle cose e cioé che, per raccogliere
bisogna prima seminare, per spendere bisogna prima avere,
è qualcosa che solletica la voglia a rubare in
quanti pensano che è meglio se si può
avere subito e senza troppi sforzi.
La legge di Dio proibiva l'atto di impossessarsi dei
beni altrui (cfr. Genesi 22). Anche la legge degli uomini
condanna tale trasgressione.
Dove nasce questo peccato?
a) Una diagnosi attendibile
La Bibbia afferma che "Il cuore è ingannevole
più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno;
chi potrà conoscerlo? Io, il Signore, che investigo
il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire
ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle
sue azioni" (Geremia 17:9,10).
Anche Gesù, un giorno ha dichiarato: "Dal
cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornicazioni,
furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste sono
le cose che contaminano l'uomo..." (Matt. 15:19,20).
Dio sa molto bene che il peccato risiede nel cuore dell'uomo
e, prima ancora che questi si renda conto del suo vero
stato spirituale, Egli, attraverso la Verità
della Sua Parola, mostra con chiarezza dove risiede
il male.
b) Una possibile guarigione
Dio, non solo fa la diagnosi precisa del problema, ma
è anche disposto a guarire ogni cuore malato.
Zaccheo, un uomo conosciuto e dichiarato dai religiosi
come "peccatore", in quanto a causa del suo
lavoro frodava alla gente, dopo l'incontro con Gesù
e la benedizione di averLo ospitato in casa sua, dichiarò:
"Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni
ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo
il quadruplo" (Luca 19:5-8).
c) Una condotta in armonia con la Sua
volontà
Questo comandamento esprime il carattere e la volontà
di chi l'ha dato e impone a chi vuole veramente onorarLo
una condotta in armonia con la Sua volontà. Egli
dice: "Non rubare".
- Pertanto questo comandamento riguarda tutti coloro
che per mezzo della forza, dell'inganno o della frode
sottraggono agli altri.
- Si rendono altresì colpevoli di sottrazione
indebita coloro che non versano compiutamente le proprie
tasse allo Stato (Romani 13:6,7).
- "Non rubare", riguarda anche chi sottrae
ingiustamente ciò che è dovuto. Il datore
di lavoro che non retribuisce secondo ciò che
è giusto i propri dipendenti. Altresì
i dipendenti che non adempiono al loro dovere o non
rendono sufficientemente sul posto di lavoro.
- E' possibile anche derubare il prossimo della propria
onorabilità e della propria reputazione attraverso
calunnie, maldicenze, seminando discordia. L'apostolo
Giacomo, nella sua lettera dichiara: "Da dove vengono
le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse
dalle passioni che si agitano nelle vostre membra? Voi
bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non
potete ottenere; non avete perché non domandate;
domandate e non ricevete, perché domandate male
per spendere nei vostri piaceri" (4:1-3).
3. LA FRODE NEL SENSO SPIRITUALE
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Si può trasgredire l'ottavo comandamento
anche in questo senso:
a) Distorcendo il significato della Verità della
Parola di Dio
Quindi "rubando" la verità alla Parola
di Dio per promuovere falsità e dottrine di uomini.
- Ai tempi del profeta Geremia Dio manifesta la sua
profonda indignazione contro falsi profeti e sacerdoti
che nel nome Suo dichiaravano falsità. La conseguenza
per costoro è: "Ecco, dice il Signore, io
vengo contro quelli che profetizzano sogni falsi, che
li raccontano e traviano il mio popolo con le loro menzogne
e con le loro temerarietà... ecco, io vi dimenticherò
del tutto, vi rigetterò lontano dalla mia faccia...
e vi coprirò d'infamia e di una vergogna eterne..."
(Geremia 23:32,39,40).
- Ai tempi di Gesù, quanti religiosi erano dediti
alle pratiche e ai riti della legge ma nel loro cuore
continuava ad esserci la falsità. Rivestiti di
apparente religiosità erano pronti ad accusare
e condannare gli altri ma Gesù conosceva il profondo
del loro cuore. Gesù stesso un giorno, "entrato
nel tempio, cominciò a scacciare i venditori,
dicendo loro: "sta scritto, la mia casa sarà
una casa di preghiera, ma voi ne avete fatto un covo
di ladri" (Luca 19:45,46); chi permetteva tutto
ciò era colpevole quanto chi le faceva.
- Ai tempi degli apostoli, Pietro parlando riguardo
agli scritti di Paolo afferma: "... gli uomini
ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come
anche le altre Scritture" (II Pietro 3:16).
- Ai nostri giorni, considerando il proliferare di religioni
(molti di queste sorgono sotto il nome di Cristo), la
superficialità della fede degli stessi "cristiani",
le facili deviazioni dalla "fede, che è
stata trasmessa ai santi una volta per sempre"
(Giuda 3), dobbiamo pregare intensamente che il Signore
ci tenga fermi, incrollabili, fedeli, zelanti e operosi
nel fare la Sua santa e benedetta volontà, in
piena armonia con la verità della Sua Parola.
b) Derubando Dio
Dio anticipa la possibile e logica domanda che anche
noi possiamo farci: "L'uomo può forse derubare
Dio?" La risposta arriva da Lui stesso: "Eppure
voi mi derubate". Ancora una domanda logica: "In
che cosa ti abbiamo derubato?". Risposta: "Nelle
decime e nelle offerte". Conseguenza: "Voi
siete colpiti da maledizione, perché mi derubate,
voi, tutta quanta la nazione!" (Malachia 3:8,9;
cfr. II Cor. 8:1-7; I Tim. 6:17-19; II Cor.9:6,7; Rom.
12:6-8).
c) Non amministrando bene quello che Dio ci ha affidato
Cosa ci ha dato Dio da amministrare? La nostra vita;
i beni che possediamo; i nostri figli; il nostro tempo;
i nostri talenti naturali; l'Evangelo della grazia (I
Cor. 4:1,2; I Tess. 2:4).
Tutte queste cose, e tante altre, sono beni da amministrare
secondo la Sua volontà.
4. CONCLUSIONE
Il credente è tenuto a provvedere
alle proprie necessità, lavorando con le proprie
mani, onestamente, e, non solo non ruba più ma,
se è necessario, deve essere pronto ad aiutare
chi si trova nel bisogno.
Chi si trova in difficoltà economica non si deve
far tentare dal "rubare" o dal frodare per
poter "andare avanti", ma invocare profondamente
l'aiuto del Signore e avere piena fiducia nella Sua
cura amorevole (Filip. 4:6,19).
Questo peccato non lede soltanto il
rapporto di armonia sociale ma, anche il rapporto di
comunione spirituale con Dio, il Creatore. Egli disapprova
e condanna tale peccato, come del resto ogni altro peccato,
ma è pronto a perdonare, giustificare, santificare,
quanti vanno a Lui pentiti, chiedendo il Suo perdono
nel nome e per i meriti di Gesù Cristo.
Gesù ha denunciato apertamente, con profonda
indignazione, e cacciato via i ladri dal tempio; ma
altresì, ha accolto e perdonato quel ladrone
crocifisso al suo fianco sulla croce, che pentito e
profondamente addolorato delle sue colpe, grida: "Gesù,
ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!".
Egli risponde: "Io ti dico in verità che
oggi tu sarai con me..." (Luca 23:42,43).
Caro lettore se ti senti vincolato e
oppresso da questo peccato vieni a Gesù oggi,
Egli ti perdona, ti salva e ti guarisce. Dio benedica
la tua decisione!
P.C.
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