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Il decalogo in relazione all'insegnamento del Nuovo Testamento
 

VII Comandamento

"Non commettere adulterio" (Esodo 20:14)

Questo comandamento concerne il rispetto dovuto all'onore del prossimo; commettere adulterio, sotto l'aspetto giuridico, è compiere un delitto contro l'istituto del matrimonio, consistente nell'unione sessuale di uno dei coniugi con persona diversa dal proprio coniuge. Più generalmente significa calpestare i diritti più sacri e più intimi, portare disonore e disordine nelle famiglie, suscitando gelosie, odio, separazioni e perfino delitti che distruggono le basi morali della nostra società (Proverbi 6:32-33; Marco 10:11-12).
Dio ha fatto della famiglia il nucleo primario della società, per cui non può tollerare il disprezzo di questo sacro legame mediante l'adulterio, la convivenza libera, o il divorzio.
A proposito della "convivenza libera", l'argomento è di una attualità sconcertante che interessa psicologi e sociologi. Sembra, da una statistica dell'ISTAT, che in Italia vi sono sempre meno matrimoni e aumentano invece i casi di convivenza al di fuori dell'istituto matrimoniale. E' certamente risaputo che il matrimonio è in crisi non soltanto nel nostro Paese, ma in tutto il mondo. Ormai, negli Stati Uniti, si registra un divorzio ogni due matrimoni.

1. L'ADULTERIO, SECONDO L'ANTICO TESTAMENTO

Il settimo comandamento esprime tutta l'importanza che Dio stesso attribuisce a questo peccato di "immoralità" in quanto non soltanto lede il diritto privato della famiglia, ma anche i diritti civili del popolo ed il diritto divino, tanto è vero che, nell'Antico Testamento, era stata stabilita una legge speciale che ne prevedeva l'individuazione e la punizione (Numeri 5:11-31).
Sotto la legge di Mosè, questo peccato era uno dei più gravi ed era punito con la pena di morte; questa era applicata con uguale forza sia all'uomo che alla donna (Deuteronomio 22:22-24; Levitico 20:10).

2. L'ADULTERIO, SECONDO IL NUOVO TESTAMENTO

Se la legge condannava il peccato quando già era stato commesso, Gesù lo condanna già fin dalle intenzioni, in modo da dare al credente l'opportunità di prevenire o impedire la concretizzazione dello stesso (Matteo 5:27-32).
Gesù parla con molta chiarezza dei rapporti uomo-donna, moglie-marito. Egli precisa che l'adulterio dell'uomo, come quello della donna, è giudicato allo stesso modo (Marco 10:11,12).
Gesù riafferma anche l'indissolubilità del matrimonio (Marco 10:6-9), pur non escludendo la misericordia di Dio per il peccatore che si ravvede. Alla donna adultera presentataGli affinché la giudicasse secondo "la legge di Mosè", Egli può dare la consolante notizia, dopo che gli ipocriti suoi accusatori erano scomparsi: "...neppure io ti condanno; va e non peccare più" (Giovanni 8:11).
Con queste parole Gesù non minimizza la violazione, anzi, la conferma, ma esprime una possibilità di perdono nella vera conversione.
L'insegnamento che emerge dalle pagine del Nuovo Testamento, sull'argomento, fa comprendere chiaramente che l'adulterio e la fornicazione sono inconciliabili con la nuova vita in Cristo (I Corinzi 6:9,10; Ebrei 13:4; Efesini 5:3-5).
Dio mette in guardia anche contro ogni altro tipo di impurità ed immoralità collegata alla sessualità (esperienze sessuali prematrimoniali, fornicazione, convivenza senza matrimonio, omosessualità, promiscuità di rapporti, ecc...).
I seguenti versi ce ne danno un'idea:
- Non vi illudete; né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio... (I Cor. 6:9-10) ;
- Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non sia macchiato da infedeltà; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri (Ebrei 13:4);
- ...Hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore... Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento (Romani 1:25-27).

E' importante notare che gli insegnamenti della Sacra Scrittura non si limitano a condannare il peccato di adulterio solo nell'aspetto fisico, ma anche nel suo aspetto morale, dottrinale e spirituale. Adulterare la Parola di Dio è un grave peccato (II Pietro 3:16; II Timoteo 4:3-4)). Adorare gli idoli (statue come oggetto di culto o amare qualunque cosa più di Dio stesso) significa trasgredire questo comandamento (Esodo 34:12-17; Salmo 115; Geremia 3:8-10; 13:27; 23:14; I Giovanni 5:19-21).

3. LA SESSUALITÀ NELLA PROSPETTIVA BIBLICA

Alcuni dicono: "E' possibile che Dio abbia creato l'uomo e la donna con un forte istinto sessuale per poi proibire agli stessi di usarlo o di goderne liberamente?".
Per capire meglio il tutto dobbiamo considerare cosa Dio dice nella Bibbia riguardo a questo importante argomento. I primi tre capitoli della Genesi ci dicono come Dio aveva inteso la vita e che cosa ne ha causato una disarmonia.
Consideriamo che:

a) I nostri corpi e la nostra sessualità sono voluti da Dio
- "Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono" (Genesi 1:31).
- Dio ha definito la nostra esistenza fisica qualcosa di buono. Egli ha stabilito di esprimere il nostro desiderio di amore anche fisicamente. Tutto ciò, nel legittimo rapporto uomo-donna, cioè marito e moglie; infatti in Genesi 2:24 viene affermato: "L'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne".

b) La sessualità "nella legittima espressione" è una parte integrante della vita ed è un dono di Dio
- Dio ha celebrato il primo matrimonio dell'umanità nel giardino dell'Eden. L'uomo "Adamo" fu grato a Dio per la donna che gli era stata data come compagna della sua vita con queste parole: "Questa, finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne" (Genesi 2:23).
- L'uomo e la donna, insieme compagni per tutta la vita, furono creati per corrispondere l'uno all'altro, con caratteristiche tali da completarsi vicendevolmente anche nella sfera sessuale.

c) Dio vuole che il sesso sia "conservato" per il matrimonio
- Dio ha stabilito che l'unione sessuale rappresenti una parte importante della relazione matrimoniale, perché è la relazione più profonda e completa che ci possa essere fra due individui di sesso opposto. Per mezzo di questa unione il marito e la moglie possono soddisfare i loro desideri senza alcuna sensazione di colpa o di vergogna (I Corinzi 7:2-5; Ebrei 13:4).
d) La sessualità come funzione di procreazione
- Dio ha voluto e stabilito l'unione fra marito e moglie, anche in funzione della procreazione dei figli (cfr. Genesi 3:16,20; 4:1). La famiglia è la cellula sociale più importante.

- Pertanto, alla luce della Parola di Dio, possiamo affermare che il sesso non è peccato se viene espresso nel matrimonio. La "liberazione sessuale", o il cosiddetto "sesso facile", ovunque e con chiunque, è il risultato del peccato.

4. ATTUALITÀ DELL'ARGOMENTO

E' scritto anche che nella corruzione estrema degli ultimi tempi, gli uomini sarebbero stati "amanti del piacere anziché di Dio" (II Timoteo 3:4).
Attraverso la "concupiscenza della carne e la concupiscenza degli occhi", l'umanità sta sprofondando sempre di più nell'immoralità.
Se si guarda la televisione bisogna tenere sempre il telecomando in mano per cambiare continuamente canale, in quanto il "nudo", sotto ogni sua forma, è spesso presente; buona parte della pubblicità è "dipinta dal nudo"; i migliori affari, affermano gli "edicolanti", ormai si fanno con riviste e video a "luci rosse"; trasmissioni pubblicitarie con numeri di telefono selezionati per ogni tipo di "necessità" cercano con forza di attirare giovani e meno giovani, all'approccio del "contatto" e alla sperimentazione del cosiddetto: "amore telefonico".
Spesso anche la moda è più tendente a "scoprire" che a vestire.
Queste ed altre "tentazioni" spingono sempre di più verso la fornicazione e l'adulterio. Come prevenzione Dio ci invita ad astenerci da "ogni apparenza di male" (1 Tessalonicesi 5:22). L'uomo "è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo adesca" (Giacomo 1:14). La concupiscenza spinge l'individuo a commettere il peccato; se questa viene controllata e dominata il peccato è vinto.
Dio, ancora oggi, continua a dire: "Non commettere adulterio... I fornicatori non erediteranno il regno di Dio...".

Nel libro dell'Apocalisse, a conclusione finale di tutti gli eventi della vita dell'uomo su questa terra, Dio dichiara qual è la fine riservata ai credenti e ai non credenti, ai salvati e ai perduti. Riguardo ai primi afferma: "Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate"; dei secondi invece afferma: "Ma per i codardi, gli increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo" (Apocalisse 21:4, 8).

5. CONCLUSIONE

Dio ci fa sapere che sarà possibile astenerci dall'adempiere i desideri della carne (Galati 5:19) se "camminiamo per lo Spirito" e procacciamo il "frutto dello Spirito" (Galati 5:22).
L'adulterio è la manifestazione dell'infedeltà che generalmente non è la conseguenza del caso, ma il risultato di un rapporto insoddisfatto, di mancanza d'amore (intendendo completa donazione di sé stesso per l'altro), spesso anche mancanza di dialogo che porta a sprofondare sempre di più nel distacco l'uno dall'altro.
Come credenti non vogliamo mai identificarci con "l'andazzo di questo mondo", in quanto sappiamo che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo (II Corinzi 6:16-18) e che un giorno compariremo dinanzi al tribunale di Dio (II Corinzi 5:10).
Dio ci aiuti a non cadere mai in questo peccato, comportandoci sempre, verso l'altro sesso, con prudenza, saggezza e delicatezza in ogni situazione.
Conserviamoci puri (Ebrei 12:14-17).

P.C.

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