|
IV Comandamento
"Ricordati del giorno del riposo
per santificarlo" (Esodo 20:8)
Il quarto comandamento è considerato
come il comandamento del "riposo", derivante
dalla parola ebraica "sabbath" che si traduce
appunto "riposo".
Il primo riferimento dell'istituzione per Israele di
un settimo giorno di riposo, consacrato a Dio, si trova
nel libro dell'Esodo (16:23-30). Questa ordinanza fu
subito dopo inclusa nel quarto comandamento del Decalogo.
1. L'OSSERVANZA DEL SABATO PER
GLI ISRAELITI
L'espressione "Ricordati
del giorno del riposo" ci permette di considerare
che questo non è un nuovo comandamento ma piuttosto
un richiamo al primo "riposo" che fu osservato
da Dio stesso al termine della creazione: "Dio
benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché
in esso Dio si riposò da tutta l'opera che aveva
creata e fatta" (Genesi 2:3). Gli israeliti avevano
perso la benedizione del "riposo" (sia quello
fisico, ma anche e soprattutto quello spirituale) mentre
si trovavano schiavi in Egitto; ora però dovevano
ricordarsi in perpetuo che avevano dalla loro parte
l'Iddio Creatore, Liberatore e Redentore (Deut. 5:15).
Pertanto il sabato diventa un segno particolare dell'alleanza
perpetua conclusa dal Signore con Israele (Esodo 31:13,16,17).
Il sabato doveva essere osservato come
un giorno santo, cioè messo da parte per Dio,
consacrato al culto di Dio in "santa convocazione
pubblica" (Lev. 23:3). Si dovevano immolare nel
santuario due agnelli, in aggiunta all'olocausto dei
giorni ordinari (Num.28:9-13). Anche i dodici pani della
presentazione dovevano essere rinnovati ogni Sabato
(Lev. 24:5-8).
Era d'obbligo assoluto, in Israele, che tutti, sia ricchi
che poveri, padroni e servi, cittadini e stranieri,
uomini e bestie, cessassero ogni attività lavorativa.
Man mano, e soprattutto dopo l'esilio
babilonese, l'osservanza del sabato divenne per gli
ebrei d'un legalismo estremo al punto che, essendo stato
codificato, si potevano contare circa 1500 modi di violarlo.
E' facile comprendere che osservare questo comandamento
era diventato un grave peso da portare, piuttosto che
un riposo da godere.
Gesù fu contrastato in più
circostanze dai farisei, con l'accusa che sia Lui che
i suoi discepoli violavano il giorno di sabato (Matt.
12:1-8,10-12; Marco 3:2; Giov. 5:10,16; 9:14-16). Un
giorno Gesù dichiarò apertamente: "Il
sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo
per il sabato" (Marco 2:23-28).
2. L'OSSERVANZA DEL "VERO
RIPOSO" o "SABBATH" PER IL CRISTIANO
Intanto c'è da dire che il "sabato"
fu istituito come un "segno di appartenenza",
un "patto privato", una alleanza tra Dio e
Israele (Esodo 31:16,17; Ezechiele 20:12,20). Esso appartiene
al "vecchio patto" dal quale, come credenti
in Cristo, siamo stati affrancati e riscattati mediante
il "nuovo patto" (Ebrei 8:6-13; Gallati 4:4-5).
Tutte le prescrizioni della legge erano soltanto figura
ed "ombra di futuri beni"; in Cristo Gesù
essa ha avuto il suo compimento (Col. 2:14-17; Ebrei
10:1).
Nei Vangeli e nel libro degli Atti,
il sabato è citato sempre in relazione al popolo
di Israele. Solo in altre due occasioni è citato
nel resto del Nuovo Testamento, per indicare il suo
significato tipologico e spirituale (Col. 2:16; Ebrei
4:4). In questi due testi non è specificato che
i cristiani devono osservarlo, ma piuttosto vedere in
esso un'immagine del "vero riposo", quello
della fede in Gesù Cristo.
Il Nuovo Testamento, pertanto, non nega
il principio che è buono che i cristiani mettano
da parte un giorno alla settimana per il Signore, ma,
che il "vero riposo" dei credenti in Cristo,
non consiste e non si esaurisce in un giorno specifico,
ma è una condizione spirituale dell'anima che
si realizza dietro un vero arrendimento a Cristo, ogni
giorno.
Inoltre va considerato il fatto
che gli altri comandamenti furono in seguito ribaditi
alla chiesa con applicazione d'osservanza, riguardo
al sabato non riscontriamo alcun richiamo posteriore
(Matteo 5:21,22,27; Gallati 4:10,11).
Un ulteriore particolare è
dato dalle decisioni prese nel Concilio di Gerusalemme,
dove alcune prescrizioni della legge vengono riaffermate
con forza ma, tra esse, non compare l'osservanza del
sabato (Atti 15:5,10,11,19,28,29).
Tutto questo non significa
che, se il sabato ebraico non ci riguarda più
nella sua forma e alla lettera, non sono più
validi i principi di vita che esso contiene. Secondo
il pensiero di Dio, il "giorno del riposo"
(oggi per molti è la domenica, per alcuni potrebbe
essere un altro giorno), deve essere di beneficio sia
al corpo, ma soprattutto per un maggiore refrigerio
spirituale per l'anima. Nondimeno il vero cristiano
ha imparato a riposare tutti i giorni nella grazia e
nella benignità del suo Dio (Ebrei 4:9-11).
3. IL SABATO, SOSTITUITO DALLA
DOMENICA, "giorno del Signore"
Il termine domenica deriva dal
latino "dies dominica", appunto "giorno
del Signore". Il nome di domenica, già usato
da Tertulliano, fu introdotto da Costantino in sostituzione
della più antica denominazione "solis
dies": "giorno del sole" (tuttora
conservata in altre lingue: inglese "sunday").
Per gli Ebrei era "il primo giorno della settimana"
(Apoc.1:10; Atti 20:7), per i popoli "cristiani"
invece, divenne il settimo giorno della settimana, considerato
un giorno festivo e consacrato al Signore.
Il giorno distintivo, per la Chiesa cristiana, non poteva
più essere lo stesso del giudaismo, perché
il Cristianesimo è "un Nuovo Patto"
fondato su "migliori promesse", proposto non
più ad Israele soltanto, ma a tutti coloro che
in ogni tempo vorranno far parte del popolo di Dio (I
Pietro 2:9-10).
Alcuni sollevano delle obiezioni riguardo
al fatto che, prescrivendo il quarto comandamento l'osservanza
del sabato, è nel peccato chiunque lo viola sostituendolo
con la domenica.
Oltre a quanto affermato finora, possiamo presentare,
dalle Sacre Scritture, le seguenti motivazioni:
a) Il significato del "giorno del
riposo" cristiano non è più come
il "sabbath": la fine della creazione che
ricordava il giorno nuovo, ma piuttosto, il riposo spirituale,
dovuto al prezioso e insostituibile compimento dell'Opera
di Redenzione di Cristo Gesù, che ha dato vita
alla "nuova creazione".
b) Cristo Gesù, dopo aver terminato
la sua opera di redenzione sulla croce, "riposò"
nella tomba fino al sabato e "il primo giorno della
settimana, la mattina presto,...Maria Maddalena andò
al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro"(Giov.20:1);
Cristo era risorto. Per il cristiano dunque il sabato
è il giorno del Cristo morto; la domenica è
il giorno del Cristo vivente. Il sabato commemora la
fine della vecchia natura, decaduta e schiava del peccato;
la domenica commemora l'inizio della nuova creazione,
rigenerata e purificata dal prezioso sangue di Cristo
Gesù versato su quella croce (Luca 24:1; Atti
4:10-12; Salmo 118:22-24).
c) La discesa dello Spirito Santo (Atti 2) si manifestò
il giorno di Pentecoste (festa ebraica annuale, una
delle sette solennità - Levitico 23), che ricorreva
50 giorni dopo la Pasqua ebraica, appunto nel primo
giorno della settimana. In quel medesimo giorno ci fu
anche il primo sermone "pentecostale" predicato
dall'apostolo Pietro e la manifestazione ufficiale della
prima Comunità cristiana, nella potenza dello
Spirito Santo.
d) Dopo una iniziale celebrazione quotidiana, nel primo
giorno della settimana i credenti si radunavano insieme
per commemorare la morte di Cristo attraverso il "rompere
il pane" o "spezzare il pane" o "Cena
del Signore" (Atti 2:46,47; 20:7; I Corinzi 11:17-34).
e) Il primo giorno della settimana fu indicato alle
chiese per raccogliere le offerte al Signore (I Corinzi
16:1,2).
f) La Rivelazione di Gesù Cristo, data all'apostolo
Giovanni sull'isola di Patmos, avvenne "nel giorno
del Signore", appunto di domenica (Apoc. 1:1,9-10).
g) Inoltre, la domenica, in quanto considerato "giorno
del Signore", è figura ed anticipazione
del vero "giorno del Signore", che per i Cristiani
sarà il compimento della "beata speranza
e l'apparizione della gloria del nostro grande Iddio
e Salvatore, Cristo Gesù" (Tito 2:13); per
gli increduli invece, il giorno del giudizio di Dio
(II Pietro 3:10-12).
4. CONCLUSIONE
"Ricordati del giorno del riposo
per santificarlo".
A conclusione di questo studio possiamo
affermare che il quarto comandamento è ancora
oggi attuale più che mai.
Il capitolo 4 dell'epistola agli Ebrei ci ricorda che
il Signore si riposò il settimo giorno. Quelli
che credono in Lui, entrano nel Suo riposo in quanto
ogni giorno portano a Lui i loro pesi, le angosce e
i problemi della vita con la certezza e la fiducia che
la loro causa non gli è nascosta. Sanno, senza
ombra di dubbio, che il Signore agisce in loro e tramite
loro, e ciò tutti i giorni della settimana.
Il riposo di Dio non fu conseguenza
di stanchezza, in quanto "... Egli non s'affatica
e non si stanca..." (Isaia 40:28); e neanche cessazione
di lavoro, infatti Gesù dichiarò: "Il
Padre mio opera fino ad ora" (Giov. 5:17). Pertanto
"rimane dunque un riposo sabbatico per il popolo
di Dio; infatti chi entra nel riposo di Dio si riposa
anche lui dalle opere proprie, come Dio si riposò
dalle sue. Sforziamoci dunque di entrare in quel riposo..."
(Ebrei 4:9-10), attraverso la fede, l'ubbidienza e la
consacrazione a Dio, e non solo non ci stancheremo di
servire il Signore, ma vedremo le Sue forze rinnovarsi
in noi.
E' preferibile che i cristiani non lavorino la domenica,
al fine di avere il tempo libero per frequentare i culti,
adorare e servire Dio insieme e per riacquistare un
buon equilibrio fisico. Nondimeno, la vera obbedienza
al quarto comandamento consiste nel vivere tutti i giorni
nel riposo spirituale della fede riposta in Cristo Gesù.
Se ancora non avete trovato il "vero
riposo", oggi stesso Gesù vi invita dicendo:
"Venite a me, voi tutti che siete affaticati e
oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di
voi il mio giogo e imparate da me, perché io
sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo
alle anime vostre" (Matteo 11:28,29).
Considerazioni :
IL SABATO, una delle
"credenze fondamentali" degli avventisti del
settimo giorno è che la volontà del Signore,
l'osservanza del sabato come settimo giorno sarà
"una prova per il mondo". Quanti rifiuteranno
di osservare il sabato riceveranno il marchio della
bestia, di cui parla Apocalisse 14:11 ; invece coloro
che lo osserveranno , come già fanno gli avventisti,
costituiranno la "Chiesa residuo". Gli avventisti
ritengono che il compito affidato loro da Dio sia la
diffusione di questo messaggio a tutti, anche ai cristiani
delle altre chiese, perché possano godere del
privilegio do appartenere al "residuo".
La Chiesa cristiana
nel suo insieme non ha mai osservato il sabato giudaico.
Come abbiamo visto nel nostro studio biblico, il passaggio
dal sabato alla domenica come giorno di riposo avvenne
molto presto, proprio agli inizi della storia della
chiesa. (Giov. 20:1, 19 ; Atti20: 7 ; 1Cor. 16:1,2).
Nel Nuovo Testamento non c'è alcun comandamento
circa l'osservanza del sabato. Gesù Cristo stesso
dice : "Il sabato è fatto per l'uomo e non
l'uomo per il sabato. Perciò il Figlio dell'uomo
è Signore anche del sabato" (Mar.2:27,28).
Paolo lui riassume tutti i dieci comandamenti "ama
il tuo prossimo come te stesso" (Rom.13:9). Nel
capitolo successivo presenta come una cosa indifferente
che si osservi o no un dato giorno: "L'uno stima
un giorno più d'un altro; l'altro stima tutti
i giorni uguali; sia ciascuno pienamente convito nella
propria mente. Chi ha riguardo al giorno, lo fa per
il Signore"(Rom. 14:5,6). Quindi possiamo concludere
che l'insistenza avventista sull'osservanza del sabato
rimane è loro credo, la Chiesa non è vincolata
dal giorno.
P.C.
torna all'indice Studi
Biblici
|