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Il decalogo in relazione all'insegnamento del Nuovo Testamento
 

II Comandamento

"Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l'Eterno, sono un Dio geloso.....Figlioletti, guardatevi dagli idoli" (Es.20:4-6; 1 Giov.5:21)

Il secondo comandamento richiede un'adorazione ed un culto spirituale, espressi mediante l'amore e l'obbedienza. Esso vieta non solo l'adorazione di falsi dei, ma anche il culto al vero Dio offerto in modo sbagliato. La festa organizzata davanti al vitello d'oro, preparata da Arone, era una festa dedicata all'Eterno (Es.32:5), ma tutto ciò era in netto contrasto con questo comandamento. Non tutto quello che viene fatto nel nome di Dio è approvato da Dio, ma solamente ciò che è conforme alla Sua Parola e coerente alla Sua volontà. Dio ha sempre vietato tassativamente l'adorazione alle statue, di qualsiasi genere esse siano (Deut. 4:15-19).

In seguito a questo periodo, Israele mostrò un grande attaccamento a divinità false, spesso importati dagli altri popoli (Giud. 2:13,17). Il re Giosia distrusse gli altari che erano stati eretti a dèi sconosciuti (2 Re 23:13). Dio stesso aveva ordinato di distruggerli ovunque si trovassero (Deut. 7:5); inoltre c'era una maledizione per quelli che non obbedivano (Deut. 27:15; Isaia 44:9; Salmo 115; Ger.10:1-5).

Dio non accetta un'adorazione che dipende da forme visibili. Gesù riafferma la validità della fede dicendo a Toma: "Perché mi hai visto tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto, e hanno creduto!"; in realtà "..la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono" (Giov.20:29; Ebr.11:1). Alla donna samaritana Gesù risponde dicendo: "...l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede" (Giov. 4:23,24).

Quelli che costruiscono le immagini sono vanità (Isaia 44:9-11); esse non possono salvare: sono opera della mano dell'uomo (Es. 20:23; Ger. 25:6). Il profeta Isaia, da parte di Dio, ribadisce che "Non hanno intelletto quelli che portano il loro idolo di legno, e pregano un dio che non può salvare" (Isaia 45:20).

1. SIGNIFICATO E CARATTERISTICHE DELLA IDOLATRIA

L'idolo è l'oggetto supremo a cui si intende dedicare la propria adorazione. Israele era un popolo incline all'idolatria (Lev.26:1), ma la storia umana ci insegna che ogni uomo tende all'idolatria.
Oggi abbiamo un'altra forma di paganesimo: "l'idolatria cristianizzata". Essa non viene più presentata sotto nomi di dèi stranieri, del paganesimo antico o moderno, ma sotto nomi di santi e madonne, sia quelli indicati dalla Bibbia che altri dichiarati santi, attraverso i secoli, dall'apparato clericale della chiesa cattolica romana. Essi affermano di non adorare le statue e le immagini ma di usarle come aiuto nel culto offerto a Dio. Esse servirebbero loro per avere qualcosa a cui guardare in modo da porre la loro mente a fuoco su Dio.

Così si giustifica anche il commento contenuto nella Bibbia cattolica romana, circa il secondo comandamento di Esodo 20:4-6 - "Dio proibiva l'idolatria al popolo antico, in quanto, essendo circondato da popoli pagani, era incline alle loro usanze... Oggi che non c'è più questo pericolo, le immagini sono permesse perché costituiscono un valido aiuto al culto esterno. Errano perciò i protestanti che vorrebbero si osservasse ancora questa proibizione. Le immagini non sono oggetto di culto, ma di aiuto per esso" (Bibbia Cattolica Romana - trad. Paoline - pag.89).

I pagani più evoluti affermano le stesse cose circa le loro immagini e statuette. Essi dicono che sono solo dei mezzi per attirare l'attenzione sulla Potenza Suprema che sta dietro l'immagine. La Bibbia però non presenta nessuna distinzione e considera tutto ciò come idolatria. infatti la gente nel presentarsi all'immagine, spesso dimentica la Potenza Suprema che si presume stia dietro, e rivolge la propria devozione all'immagine stessa (cfr. 1 Cor. 10:14-22; Apoc. 9:20)

In generale il 2° comandamento vieta ogni forma di rappresentazione che pretenda di svolgere un'opera di mediazione tra Dio e gli uomini. L'apostolo Paolo, scrivendo a Timoteo, ribadisce che "..vi è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù..." (1 Tim.2:5).

Alcuni cenni storici:

- L'adorazione della croce, delle immagini e delle reliquie fu adottata ufficialmente nel 788, per ordine dell'imperatrice e Irene di Costantinopoli, che fece convocare un concilio della chiesa, su richiesta di Adriano I, vescovo di Roma in quel tempo. Nella Bibbia tale pratica è chiamata idolatria ed è severamente condannata.
- La corona del rosario fu introdotta da Pietro l'eremita nell'anno 1090. Questa fu copiata dai Maomettani. Il contare le preghiere è pratica pagana ed è severamente condannata da Cristo (Mat. 6:5-13).
- La Messa come sacrificio fu sviluppata gradualmente e la frequenza ad essa resa obbligatoria nell' XI secolo. Il Vangelo ci insegna che il sacrificio di Cristo fu offerto una volta per sempre, e non deve essere ripetuto, ma solo commemorato nella Santa Cena (cfr. Ebrei 7:27; 9:26-28; 10:10-14).
- Le indulgenze (con le quali si rimetteva la punizione per i peccati) vennero concesse per la prima volta nell'anno 850 da papa Leone IV a coloro che salivano la "Scala Santa" sulle loro ginocchia. La vendita di esse continuò fino all'epoca della Riforma nel XVI secolo. L'apostolo Pietro rifiutò il denaro di Simon Mago che credeva di poter acquistare il dono dello Spirito Santo (Atti 8:20).
La Parola di Dio continua a tuonare nel dire: "Non ti fare.. non ti prostrare.. non servire loro...".

E' importante però precisare che esistono altre forme di idolatria:

- E' idolatria riverire e temere gli dei domestici, protettori della casa, o avere altarini o immagini nella propria abitazione (Zac. 10:2; 1 Tess.2:1).
- E' idolatria rendere un qualsiasi culto alla creatura (uomini, cosiddetti santi, madonne, ecc...), agli essere angelici (angeli, demoni, ecc..), agli astri o al firmamento (sole, stelle, ecc...), o agli animali (bue, uccelli, ecc..).

Così è scritto in Deuteronomio 4:16-19:
- "...affinché non vi corrompiate e vi facciate qualche immagine scolpita, la rappresentazione di qualche idolo, la figura di un uomo o di una donna, la figura di un animale tra quelli che sono sulla terra, la figura d'un uccello che vola nei cieli, la figura di una bestia che striscia sul suolo, la figura di un pesce che vive nelle acque sotto la terra; ed anche affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto l'esercito celeste, tu non sia tratto a prostrarsi davanti a quelle cose e ad offrire loro un culto".

Così risponde al diavolo che chiedeva la sua adorazione:

- "...Va', Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a Lui solo rendi il culto" (Mat. 4:10).
- E' idolatria onorare o riverire reliquie, resti, strumenti, arredi, abiti e qualunque altra cosa che "ricordi" il divino (Num.21:8,9; 2 Re 18:3-4).
- Il Nuovo Testamento considera idolatria anche l'amare o onorare qualcosa o qualcuno, di più o prima del Signore (Col. 3:5-6; Ef. 5:5; cfr. Ez. 14:3 con Matteo 10:37-38).

2. MOTIVAZIONI O ORIGINE DELL'IDOLATRIA

Uno dei motivi potremmo vederlo nel fatto che c'è nell'uomo l'incapacità e l'incertezza di accostarsi a Dio e di adorarLo senza un sussidio visivo e di un luogo o di un ambiente particolare. L'apostolo Paolo scrive: "...Le cose che occhio non ha vedute, e che orecchio non ha udite e che non sono salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che L'amano.... Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito..." (1 Cor.2:9,10).

Un'altro motivo potrebbe essere il desiderio inconscio o il tentativo di ridurre la divinità alla propria dimensione ed immagine, ribaltando così il disegno di Dio, allo scopo di manipolare e controllare Dio stesso. La religione del vitello d'oro che mette in campo la "fede" del visibile e del razionale, è continuata nel tempo, trascinandosi dietro a sé molti adepti (Esodo 32:1).

L'influenza dell'ambiente "pagano" e dei costumi dei popoli, delle loro usanze e tradizioni, è un'altro motivo che spinge verso l'idolatria (Geremia 10:1-5).

Sicuramente si potrebbero citare e cercare tante altre ragioni o "scuse" che motiverebbero e giustificherebbero l'idolatria, rimane il fatto che nella Parola di Dio, la Bibbia, viene definita:

- la sua peccaminosità (1 Corinzi 10:7,14);
- la sua inutilità (Salmo 115:2-8);
- la sua illogicità (Atti 17:24-29).

Il profeta Isaia continua a rivolgere agli idolatri delle domande, quali: "A chi vorreste voi assomigliare Iddio? E con quale immagine lo rappresentereste?...... A che dunque mi vorreste assomigliare perché Io gli sia pari? Dice il Santo" (Isaia 40:18,25).

3. IL VERO RAPPORTO CON DIO

Iddio è Spirito e, poiché abita una luce inaccessibile, nessun uomo lo ha mai visto o Lo può vedere, pertanto: "...i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede.... quelli che l'adorano, bisogna che l'adorano in spirito e verità" (Giov. 4:23,24; 1 Tim. 6:16).
Dio non ha lasciato e non permette altra immagine di Sé, all'infuori di Cristo Gesù il Suo Figliolo. Egli è l'esatta rappresentazione del Padre.

Così si esprime la Scrittura:

- Giov. 1:18 "Nessuno ha mai veduto Iddio; l'unigenito Figliolo, che è nel seno del Padre è quel che l'ha fatto conoscere";
- Giov. 14:8,9 "Filippo gli disse: Signore, mostraci il Padre, e ci basta. Gesù gli disse: Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici tu: mostraci il Padre?";
- Col. 1:13,15 "Egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figliolo.... il Quale è l'immagine dell'invisibile Iddio...".

Iddio manifesta Se stesso tramite la Parola (Gesù ed il Suo insegnamento), quando Essa viene ascoltata, ricevuta per fede e praticata con l'ubbidienza (Giov. 1:14; Ebr.1:2,3).

4. CONCLUSIONE

A conclusione possiamo affermare senza ombra di dubbi che la vera adorazione, gradita da Dio, non è visiva ma è in spirito, ed il cammino cristiano è per fede e non per ciò che si vede. Poiché Dio ha fatto l'uomo "a Sua immagine", il credente deve studiarsi come essere simile a Lui e di riflettere, attraverso la sua vita, l'immagine di Dio nel mondo (2 Cor.5:6-8; 3:18; Col.3:10).

"Io sono l'Eterno; tale è il mio nome; e io non darò la mia gloria ad un altro, nè la lode che m'appartiene agli idoli" (Isaia 42:8).


P.C.

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