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Il primo Vangelo è stato redatto
da un giudeo, ovvero Matteo. Egli scrisse il primo dei
tre Sinottici, rivolgendosi proprio ai Giudei, con uno
scopo ben preciso: "Presentare Cristo come Re",
quel Re atteso e promesso e che era venuto ad adempie
completamente le Scritture. Questo Re è Cristo
Gesù. Contrariamente a quello che la gente pensava,
Gesù non venne con lo splendore e la magnificenza
del più grande re che la storia di Israele annoveri,
ovvero Davide, non venne a liberare Israele dalla schiavitù
dei Romani, ma avrebbe operato un altro tipo di liberazione
di gran lunga migliore: ovvero una liberazione di tipo
spirituale. Sappiamo molto bene che Israele rifiutò
il Re per eccellenza, ed ancora oggi il suo rifiuto
permane, perché per loro era improponibile che
un re potesse morire in modo così ignobile e
scandaloso qual era la croce, simbolo di maledizione.
Il capitolo 12 di Matteo descrive appunto il popolo
che per l'ennesima volta rifiuta Gesù. Addirittura
definiscono Gesù un indemoniato, un uomo al servizio
di Satana, solo perché aveva liberato un demone.
Non comprendevano che questa era la vera liberazione
di cui l'uomo necessita, perché Cristo, come
dirà Paolo è venuto per liberarci dall'abbraccio
mortale di Satana: "...affinché si convertano
dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio,
e ricevano, per la fede in me, il perdono dei peccati
e la loro parte di eredità tra i santificati".
Ancora Paolo dice in Colossesi 1:13: "Gesù
ci ha riscossi dalla podestà delle tenebre, e
ci ha trasportati nel regno del Figliuolo dell'amor
suo".
Ma quel giorno tutta la folla stupiva e diceva: "Non
è questi il Figlio di Davide?" Ma i farisei,
udendo ciò, dissero: "Costui non scaccia
i demòni se non per l'aiuto di Belzebù,
principe dei demòni". Gesù, conoscendo
i loro pensieri, disse loro: "Ogni regno diviso
contro sé stesso va in rovina; e ogni città
o casa divisa contro sé stessa non potrà
reggere. Se Satana scaccia Satana, egli è diviso
contro sé stesso; come dunque potrà sussistere
il suo regno? E se io scaccio i demòni con l'aiuto
di Belzebù, con l'aiuto di chi li scacciano i
vostri figli? Per questo, essi stessi saranno i vostri
giudici. Ma se è con l'aiuto dello Spirito di
Dio che io scaccio i demòni, è dunque
giunto fino a voi il regno di Dio. Come può uno
entrare nella casa dell'uomo forte e rubargli la sua
roba, se prima non lega l'uomo forte? Allora soltanto
gli saccheggerà la casa. Chi non è con
me è contro di me; e chi non raccoglie con me,
disperde. "Perciò io vi dico: ogni peccato
e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la
bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.
A chiunque parli contro il Figlio dell'uomo, sarà
perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo,
non sarà perdonato né in questo mondo
né in quello futuro. O fate l'albero buono e
buono pure il suo frutto, o fate l'albero cattivo e
cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto
si conosce l'albero".
Cosa accade subito dopo? "Allora alcuni scribi
e farisei presero a dirgli: "Maestro, noi vorremmo
vederti fare un segno". Ma egli rispose loro: "Questa
generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno
non le sarà dato, tranne il segno del profeta
Giona. Poiché, come Giona stette nel ventre del
pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio
dell'uomo starà nel cuore della terra tre giorni
e tre notti. I Niniviti compariranno nel giudizio con
questa generazione e la condanneranno, perché
essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco,
qui c'è più che Giona! La regina del mezzogiorno
comparirà nel giudizio con questa generazione
e la condannerà; perché ella venne dalle
estremità della terra per udire la sapienza di
Salomone; ed ecco, qui c'è più che Salomone!"
Il tema della predica è proprio questo: "Gesù
è più grande di Salomone". Chi era
Salomone? Il nome Salomone che significa "pacifico",
era figlio del re Davide. Poco dopo la nascita di Salomone,
il profeta Natan ricevette da Dio l'ordine d'imporgli
in nome di Iedidia cioè "amato da Dio".
Verso la fine della vita di Davide, fu scoperta una
congiura intesa a mettere Adonia sul trono. Per stabilire
il governo, secondo i disegni di Dio, Davide fece rivestire
Salomone delle vesti reali e gli pose in mano lo scettro,
impartendogli solenni consigli riflettenti il governo
del popolo. Morto Davide, Salomone si ritrovò
a governare da solo. Quella notte Dio apparve a Salomone,
e gli disse: "Chiedimi ciò che vuoi che
io ti dia". Salomone rispose a Dio: "Tu hai
trattato con grande benevolenza Davide, mio padre, e
mi hai fatto regnare al suo posto. Ora, o Signore, Dio,
si avveri la promessa da te fatta a mio padre Davide,
perché mi hai costituito re di un popolo numeroso
come la polvere della terra! Dammi dunque saggezza e
intelligenza, perché io sappia come comportarmi
di fronte a questo popolo; poiché chi potrebbe
mai amministrare la giustizia per questo tuo popolo
che è così numeroso?" Dio disse a
Salomone: "Poiché questo è ciò
che hai nel cuore, e non hai chiesto ricchezze, né
beni, né gloria, né la morte dei tuoi
nemici, e nemmeno una lunga vita, ma hai chiesto per
te saggezza e intelligenza per poter amministrare la
giustizia per il mio popolo del quale ti ho fatto re,
la saggezza e l'intelligenza ti sono concesse; e, oltre
a questo, ti darò ricchezze, beni e gloria, come
non ne ebbero mai i re che ti hanno preceduto, e come
non ne avrà mai nessuno dei tuoi successori".
Il primo periodo del suo regno prospero e segnato da
vari atti pubblici che dimostrarono la sua sapienza.
La sua corte fu famosa per magnificenza; vasti erano
i suoi domini, abbondanti i guadagni, lodato il suo
carattere, proverbiale la sua sapienza e celebre la
sua capitale per ricchezza e splendore. Ma Gesù
dice di se stesso che era più grande di Salomone.
In che cosa è più grande?
PIÙ GRANDE PER CIÒ
CHE HA FATTO
Cosa fece Salomone? Quando parliamo di quest'uomo, la
nostra mente va alla costruzione del tempio. Sappiamo
che dal Tabernacolo, si passò ad una struttura
in mattoni. Salomone costruì una delle meraviglie
di quel tempo (detto perciò tempio di Salomone),
impiegando poco più di sette anni. Se consideriamo
le informazioni che la Bibbia ci da intorno a questa
costruzione, possiamo comprendere la vastità
dell'impresa compiuta da Salomone. Per la costruzione
del tempio furono impiegati centottantatremilaseicento
uomini, trentamila ebrei lavoravano nel Libano per tagliare
il legno pregiato, settantamila schiavi scolpivano le
pietre, ottantamila di loro erano addetti al trasporto
e tremilaseicento erano quelli che prendevano cura dell'organizzazione
del cantiere di costruzione. Ogni pietra e ogni pezzo
di legno erano tagliati così perfettamente che
nella costruzione del Tempio non fu usato né
martello né scalpello. Il costo dell'opera risultò
inestimabile! Alla dedicazione del Tempio vi partecipò
tutta la nazione d'Israele. Vi erano quattromila uomini
di servizio, quattromila musicisti e un grande coro
di Leviti che cantava; quando Salomone terminò
la sua preghiera dì consacrazione, la gloria
del Signore riempì il Tempio, al punto che neanche
i sacerdoti vi poterono entrare. Indubbiamente Salomone
è stato un grande costruttore! Ma dov'è
oggi questo tempio? I nostri occhi possono vederlo?
Possiamo ammirarne la sua maestà, la sua bellezza,
la sua gloria? Possiamo prendere l'aereo ed andare a
vedere l'immenso tempio di Salomone? No, cari fratelli
e care sorelle: il grande tempio di Salomone, è
solo un ammasso d macerie. Ma c'è un tempio che
è ancora in costruzione, un tempio di un valore
inestimabile, un tempio che è costato sangue,
e gloria a Dio, questo tempio è la Chiesa, che
Gesù stesso sta edificando. Quest'opera è
vasta!
Gesù sta costruendo un Tempio non di pietre morte,
ma di pietre viventi. Io e te siamo una di quelle pietre!
Pietro scrisse: "Voi, come pietre viventi, siete
edificati qual casa spirituale, per essere un sacerdozio
santo per offrire sacrifici spirituali, accettevoli
a Dio per mezzo di Gesù Cristo".
Voglio farvi notare la vastità dell'impresa compiuta
da Gesù, facendovi meditare sul fatto che mentre
Salomone ha preso quintali e quintali di oro per costruire
il suo tempio, Gesù ha preso il peggior materiale
che c'era in circolazione, ha preso me e te. Ha preso
l'argilla piena d'impurità. Come scrive l'apostolo
Paolo: "Fratelli, guardate la vostra vocazione;
non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne,
né molti potenti, né molti nobili; ma
Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare
i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per
svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili
del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non
sono, per ridurre al niente le cose che sono, perché
nessuno si vanti di fronte a Dio. Ed è grazie
a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio
è stato fatto per noi sapienza, ossia giustizia,
santificazione e redenzione; affinché com'è
scritto: "Chi si vanta, si vanti nel Signore".
Quale artefice prenderebbe mai le parti di un essere
umano devastato e perduto per trasformarlo in un'opera
d'arte, in un vaso meraviglioso, "nobile, santificato,
atto al servizio del padrone". Noi siamo come quelle
ossa che Ezechiele vide nella valle: "La mano del
Signore fu sopra di me e il Signore mi trasportò
in spirito e mi depose in mezzo a una valle piena d'ossa.
Mi fece passare presso di esse, tutt'attorno; ecco erano
numerosissime sulla superficie della valle, ed erano
anche molto secche. Mi disse: "Figlio d'uomo, queste
ossa potrebbero rivivere?" E io risposi: "Signore,
Dio, tu lo sai". Egli mi disse: "Profetizza
su queste ossa, e di' loro: "Ossa secche, ascoltate
la parola del Signore! Così dice Dio, il Signore,
a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito
e voi rivivrete; metterò su di voi dei muscoli,
farò nascere su di voi della carne, vi coprirò
di pelle, metterò in voi lo spirito, e rivivrete;
e conoscerete che io sono il Signore"". Io
profetizzai come mi era stato comandato; e come io profetizzavo,
si fece un rumore; ed ecco un movimento: le ossa si
accostarono le une alle altre. Io guardai, ed ecco venire
su di esse dei muscoli, crescervi la carne, e la pelle
ricoprirle; ma non c'era in esse nessuno spirito. Allora
egli mi disse: "Profetizza allo spirito, profetizza
figlio d'uomo, e di' allo spirito: "Così
parla Dio, il Signore: Vieni dai quattro venti, o spirito,
soffia su questi uccisi, e fa' che rivivano!""
Io profetizzai, come egli mi aveva comandato, e lo spirito
entrò in essi: tornarono alla vita e si alzarono
in piedi; erano un esercito grande, grandissimo".
Tali eravamo noi, ma oggi, per grazia di Dio siamo il
Suo tempio. Siamo il tabernacolo, la tenda, la dimora
che Dio si è scelta fra uomini e donne di ogni
nazione, tribù, razza e lingua. La gloria scendeva
nella tenda ed ora scende nella nostra vita. La gloria
scendeva nel Tempio di Salomone ed ora scende in noi.
Come lo stesso apostolo Paolo scrive: "Voi siete
il tempio di Dio e lo Spirito Santo dimora in voi".
Per questo l'opera di Cristo è più grande.
Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo,
domandò ai suoi discepoli: "Chi dice la
gente che sia il Figlio dell'uomo?" Essi risposero:
"Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia;
altri, Geremia o uno dei profeti". Ed egli disse
loro: "E voi, chi dite che io sia?" Simon
Pietro rispose: "Tu sei il Cristo, il Figlio del
Dio vivente". Gesù, replicando, disse: "Tu
sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non
la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il
Padre mio che è nei cieli. E anch'io ti dico:
tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò
la mia chiesa, e le porte del soggiorno del morti non
la potranno vincere". Tutta le potenze malefiche,
tutti i demoni, Satana in persona, non può vincere
la Chiesa, perché il Suo architetto l'ha costruita
su un fondamento eterno, ovvero su se stesso. Considerate
che il tempio di Salomone non c'è più,
non esiste più, è stato distrutto, ma
la Chiesa vive perché Gesù vive. Possiamo
dirlo con fede: "Gesù è più
grande di Salomone!"
PIÙ GRANDE NELLA POTENZA
Coloro che ascoltarono Gesù dire che era più
grande di Salomone, sicuramente fecero delle riflessioni.
Come può essere Gesù più grande
di Salomone nella potenza?
"Salomone era figlio di un re, ma tu vieni soltanto
da una famiglia di falegnami;
Salomone è nato in un palazzo, mentre tu sei
nato in una stalla;
Salomone è cresciuto nella famosa Gerusalemme,
tu soltanto in un piccolo villaggio;
Salomone aveva molti servitori, tu non ne hai alcuno.
Salomone aveva un potente esercito e tu hai dei pescatori
e delle donne.
Salomone ha regnato sul trono per quarant'anni tu non
sei mai stato sovrano di nulla.
Salomone beveva in calici d'oro, tu hai chiesto da bere
ad una donna di dubbia moralità.
Salomone aveva dei letti splendidi e dorati e tu dormi
su una barca.
Salomone aveva grandi ricchezze, tu invece sei un povero.
Salomone ha costruito delle grandi città, tu
hai fabbricato forse soltanto tavoli e sgabelli.
Salomone possedeva una flotta che solcava i mari, tu
non hai neanche una barca.
Salomone aveva millequattrocento carri, dodicimila cavalieri
e stalle per quarantamila cavalli e viaggiava con grande
comodità, tu invece cammini a piedi e ti stanchi
ogni giorno.
Salomone teneva banchetti con i grandi della terra,
tu invece mangi con i pubblicani e con i peccatori.
Come puoi essere più grande di Salomone?".
Da questa carrellata, potremmo dire che Gesù
impallidisce di fronte a Salomone. Eppure Gesù
è più grande nella potenza manifestata.
I demoni gli sono stati sottoposti. Quando Gesù
nel paese dei Geraseni..."appena scese dalla barca,
gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto
da uno spirito immondo, il quale aveva nei sepolcri
la sua dimora; nessuno poteva più tenerlo legato
neppure con una catena. Poiché spesso era stato
legato con ceppi e con catene, ma le catene erano state
da lui rotte, e i ceppi spezzati, e nessuno aveva la
forza di domarlo. Di continuo, notte e giorno, andava
tra i sepolcri e su per i monti, urlando e percotendosi
con delle pietre. Quando vide Gesù da lontano,
corse, gli si prostrò davanti e a gran voce disse:
"Che c'è fra me e te, Gesù, Figlio
del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio,
di non tormentarmi". Gesù gli domandò:
"Qual è il tuo nome?" Egli rispose:
"Il mio nome è Legione perché siamo
molti". E lo pregava con insistenza che non li
mandasse via dal paese. C'era là un gran branco
di porci che pascolava sul monte. I demòni lo
pregarono dicendo: "Mandaci nei porci, perché
entriamo in essi". Egli lo permise loro. Gli spiriti
immondi, usciti, entrarono nei porci, e il branco si
gettò giù a precipizio nel mare. Erano
circa duemila e affogarono nel mare. E quelli che li
custodivano fuggirono e portarono la notizia in città
e per la campagna; la gente andò a vedere ciò
che era avvenuto. Vennero da Gesù e videro l'indemoniato
seduto, vestito e in buon senno, lui che aveva avuto
la legione; e s'impaurirono".
Vi domando: Salomone con tutta la sua potenza, poteva
riuscire a liberare un uomo dall'incubo di un demone?
E che dire dei ciechi, dei sordi, dei muti e dei lebbrosi
che Gesù ha guarito? Salomone con tutta la sua
potenza, ha mai potuto dare ad un cieco nato la vista?
Con la sua potenza, Salomone, è mai riuscito
a far udire un sordo? Salomone è mai riuscito
a guarire un lebbroso o a far camminare uno storpio?
E se ciò non bastasse, la potenza di Gesù
si è manifestata anche di fronte alla morte.
Nella città di Nain, ad una povera vedova era
morto il suo unico figlio. "Il Signore, vedutala,
ebbe pietà di lei e le disse: "Non piangere!"
E, avvicinatosi, toccò la bara; i portatori si
fermarono, ed egli disse: "Ragazzo, dico a te,
àlzati!" Il morto si alzò e si mise
seduto, e cominciò a parlare. E Gesù lo
restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore,
e glorificavano Dio, dicendo: "Un grande profeta
è sorto tra di noi"; e: "Dio ha visitato
il suo popolo". Poteva Salomone con tutta la sua
potenza fare la stessa cosa?
Il capo della sinagoga, di nome Iairo, che aveva unica
figlia che si era gravemente ammalata, con fiducia si
rivolse a Gesù, il Quale si diresse verso casa
sua; vennero dalla casa del capo della sinagoga, dicendo:
"Tua figlia è morta; perché incomodare
ancora il Maestro?" Ma Gesù, udito quel
che si diceva, disse al capo della sinagoga: "Non
temere; soltanto continua ad aver fede!" E non
permise a nessuno di accompagnarlo, tranne che a Pietro,
Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero a
casa del capo della sinagoga; ed egli vide una gran
confusione e gente che piangeva e urlava. Entrato, disse
loro: "Perché fate tanto strepito e piangete?
La bambina non è morta, ma dorme". Ed essi
ridevano di lui. Ma egli li mise tutti fuori, prese
con sé il padre e la madre della bambina e quelli
che erano con lui, ed entrò là dove era
la bambina. E, presala per mano, le disse: "Talità
cum!" che tradotto vuol dire: "Ragazza, ti
dico: àlzati!" Subito la ragazza si alzò
e camminava, perché aveva dodici anni. E furono
subito presi da grande stupore". Salomone avrebbe
potuto fare una cosa del genere?
Come non ricordare Lazzaro, morto ormai da tre giorni.
Gesù disse: "Togliete la pietra!" Marta,
la sorella del morto, gli disse: "Signore, egli
puzza già, perché siamo al quarto giorno".
Gesù le disse: "Non ti ho detto che se credi,
vedrai la gloria di Dio?" Tolsero dunque la pietra.
Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre,
ti ringrazio perché mi hai esaudito. Io sapevo
bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo
a motivo della folla che mi circonda, affinché
credano che tu mi hai mandato". Detto questo, gridò
ad alta voce: "Lazzaro, vieni fuori!" e Lazzaro
tornò in vita. Neppure cento uomini del calibro
di Salomone, avrebbero potuto fare quello che ha fatto
Gesù, Colui che è più grande nell'opera
compiuta e nella potenza.
Se ciò non bastasse, Gesù ha il potere
di perdonare: "Ed ecco degli uomini che portavano
sopra un letto un paralitico, e cercavano di farlo entrare
e di metterlo davanti a lui. Non trovando modo d'introdurlo
a causa della folla, salirono sul tetto e, fatta un'apertura
fra le tegole, lo calarono giù con il suo lettuccio,
in mezzo alla gente, davanti a Gesù. Ed egli,
veduta la loro fede, disse: "Uomo, i tuoi peccati
ti sono perdonati". Allora gli scribi e i farisei
cominciarono a ragionare, dicendo: "Chi è
costui che bestemmia? Chi può perdonare i peccati
se non Dio solo?" Ma Gesù, conosciuti i
loro pensieri, disse loro: "Che cosa pensate nei
vostri cuori? Che cosa è più facile, dire:
"I tuoi peccati ti sono perdonati", oppure
dire: "Alzati e cammina?" Ora, affinché
sappiate che il Figlio dell'uomo ha sulla terra il potere
di perdonare i peccati, "Io ti dico", disse
al paralitico, "àlzati, prendi il tuo lettuccio,
e va' a casa tua"". E subito il paralitico
si alzò in presenza loro, prese il suo giaciglio
e se ne andò a casa sua, glorificando Dio. Tutti
furono presi da stupore e glorificavano Dio; e, pieni
di spavento, dicevano: "Oggi abbiamo visto cose
straordinarie". Gesù è più
grande di Salomone.
PIÙ GRANDE NELLA SAPIENZA
E NELLA CONOSCENZA
La Scrittura c'informa che Salomone aveva una sapienza
unica. Un giorno due prostitute vennero a presentarsi
davanti al re. Una delle due disse: "Permetti,
mio signore! Io e questa donna abitavamo nella medesima
casa, e io partorii mentre lei stava in casa. Il terzo
giorno dopo il mio parto, partorì anche questa
donna. Noi stavamo insieme, e non c'erano estranei;
non c'eravamo che noi due in casa. Poi, durante la notte,
il figlio di questa donna morì, perché
lei gli si era coricata sopra. Lei, alzatasi nel cuore
della notte, prese mio figlio dal mio fianco, mentre
la tua serva dormiva, e lo adagiò sul suo seno,
e sul mio seno mise il figlio suo morto. Quando mi sono
alzata al mattino per allattare mio figlio, egli era
morto; ma, guardandolo meglio a giorno chiaro, mi accorsi
che non era il figlio che io avevo partorito".
L'altra donna disse: "No, il figlio vivo è
il mio, e il morto è il tuo". Ma la prima
replicò: "No, invece, il morto è
il figlio tuo, e il vivo è il mio". Così
litigavano in presenza del re. Allora il re disse: "Una
dice: Questo che è vivo è mio figlio,
e quello che è morto è il tuo; e l'altra
dice: No, invece, il morto è il figlio tuo, e
il vivo è il mio". Il re ordinò:
"Portatemi una spada!" E portarono una spada
davanti al re. Il re disse: "Dividete il bambino
vivo in due parti, e datene la metà all'una,
e la metà all'altra". Allora la donna, a
cui apparteneva il bambino vivo, sentendosi commuovere
le viscere per suo figlio, disse al re: "Mio signore,
date a lei il bambino vivo, e non uccidetelo, no!"
Ma l'altra diceva: "Non sia mio né tuo;
si divida!" Allora il re rispose: "Date a
quella il bambino vivo, e non uccidetelo; lei è
sua madre!" Tutto Israele udì parlare del
giudizio che il re aveva pronunziato, ed ebbero rispetto
per il re perché vedevano che la sapienza di
Dio era in lui per amministrare la giustizia".
Salomone era grande nella conoscenza. La regina di Seba
udì la fama che circondava Salomone a motivo
del nome del Signore, e venne a metterlo alla prova
con degli enigmi. Giunse a Gerusalemme con un numerosissimo
séguito, con cammelli carichi di aromi, d'oro
in gran quantità, e di pietre preziose. Andò
da Salomone e gli disse tutto quello che aveva nel suo
cuore. Salomone rispose a tutte le domande della regina,
e non ci fu nulla che fosse oscuro per il re e che egli
non sapesse spiegare. La regina di Seba vide tutta la
saggezza di Salomone e la casa che egli aveva costruita,
i cibi della sua mensa, gli alloggi dei suoi servitori,
l'organizzazione dei suoi ufficiali e le loro uniformi,
i suoi coppieri e gli olocausti che egli offriva nella
casa del Signore. Rimase senza fiato. E disse al re:
"Quello che avevo sentito dire nel mio paese della
tua situazione e della tua saggezza era dunque vero.
Ma non ci ho creduto finché non sono venuta io
stessa e non ho visto con i miei occhi. Ebbene, non
me n'era stata riferita neppure la metà! La tua
saggezza e la tua prosperità sorpassano la fama
che me n'era giunta! Beata la tua gente, beati questi
tuoi servitori che stanno sempre davanti a te, e ascoltano
la tua sapienza!"
Salomone sapeva tutto. Poteva conoscere tutto, ma la
conoscenza di Gesù è più grande.
Quando Filippo trovò Natanaele e gli disse: "Abbiamo
trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella
legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di
Giuseppe". Natanaele gli disse: "Può
forse venir qualcosa di buono da Nazaret?" Filippo
gli rispose: "Vieni a vedere". Gesù
vide Natanaele che gli veniva incontro e disse di lui:
"Ecco un vero Israelita in cui non c'è frode".
Natanaele gli chiese: "Da che cosa mi conosci?"
Gesù gli rispose: "Prima che Filippo ti
chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto".
Natanaele gli rispose: "Rabbì, tu sei il
Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele". Gesù
rispose e gli disse: "Perché ti ho detto
che ti avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai
cose maggiori di queste". Poteva Salomone con tutta
la sua conoscenza arrivare a tanto?
Gesù vide dei ricchi che mettevano i loro doni
nella cassa delle offerte. Vide anche una vedova poveretta
che vi metteva due spiccioli; e disse: "In verità
vi dico che questa povera vedova ha messo più
di tutti; perché tutti costoro hanno messo nelle
offerte del loro superfluo; ma lei vi ha messo del suo
necessario, tutto quello che aveva per vivere".
Quello che conosce Gesù non lo conosceva Salomone
e non lo conosce nessuno, perché Gesù
è Dio!
Soltanto Gesù può conoscere nei particolari
i fatti personali nascosti a tutti. Che dire della Samaritana
che Gesù incontrò al pozzo. Gesù
sapeva tutto di lei e allo stesso modo conosce tutto
di me e di te. Sette sono le Chiese dell'Apocalisse
e per sette volte Gesù dice: "Io conosco".
Salomone conosceva la fauna ittica, ma Gesù,
che è più grande di Salomone, poteva comandare
ai discepoli senza danaro di gettare l'amo e pescare
un pesce che avesse in bocca una moneta per pagare la
tassa del Tempio.
Salomone conosceva la botanica, ma con tutta la sua
conoscenza non riuscì mai a seccare un fico con
una parola.
Salomone conosceva la forza del vento, ma non aveva
alcuna autorità per sottometterlo egli poteva
soltanto sentirlo soffiare, ma Uno più grande
di Salomone poteva dire al vento: "Calmati"!
"E il vento cessò e si fece gran bonaccia"
(Marco 4:39).
Salomone conosceva la forza delle onde del mare, ma
Gesù le ha placate e ha camminato sulle acque.
Gesù è più grande di Salomone.
PIÙ GRANDE NELLA PROVVIDENZA
Salomone provvide per migliaia di persone lavoro, soldi
e cibo. Ho letto in un nostro commentario che durante
il suo regno, per la prima ed unica volta, vi fu in
Giudea un florido commercio. Salomone provvide a dare
uno splendore unico a Gerusalemme e a tutto Israele.
Pensate che è scritto che l'oro era un metallo
comune. Sì, Salomone è stato un re potente
e provvido, ma Gesù è più grande
nella provvidenza. Egli disse: "Guardate gli uccelli
del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono
in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete
voi molto più di loro? E chi di voi può
con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla
durata della sua vita? E perché siete così
ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli
della campagna: essi non faticano e non filano; eppure
io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria,
fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa
maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani
è gettata nel forno, non farà molto di
più per voi, o gente di poca fede? Non siate
dunque in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo?
Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani
che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro
celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate
prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste
cose vi saranno date in più. Non siate dunque
in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà
di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno":
Dio provvede per noi. Se Salomone ha provveduto per
un regno, Gesù invece provvede per tutti i Suoi
figli sparsi per il mondo intero. Gesù è
più grande di Salomone.
Gesù con cinque pani e i due pesci, e, alzati
gli occhi verso il cielo, benedisse e spezzò
i pani, e li dava ai discepoli, affinché li distribuissero
alla gente; e divise pure i due pesci fra tutti. Tutti
mangiarono e furono sazi, e si portarono via dodici
ceste piene di pezzi di pane, ed anche i resti dei pesci.
Gesù con "Sette, e pochi pesciolini".
Allora egli ordinò alla folla di accomodarsi
per terra. Poi prese i sette pani e i pesci; e, dopo
aver reso grazie, li spezzò e li diede ai discepoli,
e i discepoli alla folla. E tutti mangiarono e furono
saziati; e, dei pezzi avanzati, si raccolsero sette
panieri pieni". Non abbiamo dubbi: "Gesù
è uno più grande di Salomone
PIÙ GRANDE DOPO LA
MORTE
Dov'è la tomba di Salomone? Non si sa. Si suppone
che sia in un determinato luogo, ma ancora nessuno sa
con certezza se veramente è quella la tomba di
Salomone. Ci sono i resti ossei, ma saranno proprio
di Salomone? Ammettiamo che la tomba sia proprio quella
e che i resti ossei siano proprio quelli di Salomone.
Ora trasferiamoci alla tomba di Gesù. È
vuota. In quella tomba non troveranno mai le ossa di
Gesù, perché Egli è risorto. Quella
domenica mattina, le donne si avviarono ad imbalsamare
un corpo privo di vita e si domandavano: "Chi ci
rotolerà la pietra dall'apertura del sepolcro?"
Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata
rotolata; ed era pure molto grande. Entrate nel sepolcro,
videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste
bianca, e furono spaventate. Ma egli disse loro: "Non
vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che
è stato crocifisso; egli è risuscitato;
non è qui; ecco il luogo dove l'avevano messo.
Ma andate a dire ai suoi discepoli e a Pietro che egli
vi precede in Galilea; là lo vedrete, come vi
ha detto". Gesù è risorto. L'unico
rimasto incredulo era Tommaso. Otto giorni dopo, i suoi
discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con
loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò
in mezzo a loro, e disse: "Pace a voi!" Poi
disse a Tommaso: "Porgi qua il dito e vedi le mie
mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non
essere incredulo, ma credente". Tommaso gli rispose:
"Signor mio e Dio mio!" Nessuno ha mai potuto
dichiarare: "Salomone è risorto". Ma
i discepoli di Cristo poterono correre ad annunciare
al mondo intero: "Gesù è vivente,
è risorto". Gesù è più
grande di Salomone!
Molti hanno visto le mani forate di Gesù dopo
la Sua morte, ma nessuno ha visto mai Salomone dopo
la sepoltura. Avete mai visto Salomone? Ma noi vediamo
Gesù per fede, proprio oggi. Sentiamo il Suo
amore e la Sua presenza. Nessuno ha mai detto: "Vieni
presto Salomone!" La Chiesa di Gesù Cristo,
invece, insieme allo Spirito Santo dice: "Vieni
Signor Gesù!" Gesù è più
grande di Salomone. Più grande nella vastità
dell'impresa compiuta. Più grande nella potenza.
Più grande nella sapienza e nella conoscenza.
Più grande nella provvidenza. Più grande
dopo la morte. Rifletti su questo verso: "Qui vi
è uno più grande di Salomone".
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