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Dopo la morte del giudice Rutherford, profeta, sacerdote e voce
ufficiale dell'organizzazione teocratica della Torre di Guardia, avvenuta nel
gennaio 1942, sotto il successivo regime capeggiato da Nathan Homer Knorr
cominciò a prendere corpo una nuova dottrina. Come quella del "pastor", morto il
31 ottobre 1916, anche la figura del giudice fu gradualmente messa nell'ombra ed
una nuova dottrina sconosciuta finanche alla prolifica penna del "giudice"
s'insinuò nell'ovile teocratico.
Con un metodo di ragionamento sconosciuto ad ogni logico processo
di pensiero, la Torre di Guardia "scoperse" improvvisamente l'esistenza
della proibizione contenuta nella Bibbia di operare trasfusioni di sangue.
Per nulla ostacolati dal fatto che la Bibbia non parla affatto di tale
argomento, completamente ignoto a quel tempo, la "Torre di Guardia"
proclamava nel suo numero del 1 luglio 1945, in un articolo dal titolo "Santità
del sangue", che la trasfusione di sangue umano, anche ove fosse in
pericolo la vita di un paziente, costituiva violazione al patto di Geova.
Questa nuova "rivelazione" dei profeti russellisti suscitò un coro
di proteste da parte di informati uomini di medicina che conoscevano il rischio
che correva ogni vita umana e che avevano giurato di salvarla. Saremmo
naturalmente completamente d'accordo con i testimoni di Geova sul problema se
esso avesse basi scritturali, ma in nessun caso le loro asserzioni trovano
appoggio nella Bibbia.
Il pensiero russellista sembra trovare la propria rivelazione nella strana
interpretazione da essi data alle prescrizioni del sacerdozio levitico relative
all'ufficio del sangue dei sacrifici.
Hanno scritto:
* "La posizione assunta dai testimoni di Geova è soprattutto religiosa; è un
atteggiamento che si basa su ciò che dice la Bibbia " (Cf. I'opuscolo geovista I
testimoni di Geova e il problema del sangue, Brooklyn, N.Y., 1977, p. 5).
* Nell'opuscolo geovista Sangue, Medicina e La Legge di Dio l'anonimo autore
geovista dedica solo 12 paginette all'aspetto religioso del problema, e ben 55 a
quello medico. Ben a ragione gli si applica il detto antico: Sutor, ne ultra
crepidam!, che vuol dire: Calzolaio, pensa meglio a fare scarpe!)
* Nella loro rivista "Svegliatevi!" edizione americana del maggio 1951, alla
pagina 3, i testimoni di Geova citano Genesi 9:4; Levitico 3:17; 7:27 e 17:10,
11, 14 e sostengono che il loro rifiuto di praticare la trasfusione del sangue
trova sostegno in questi testi.
Esamineremo ora tali richiami per controllare la validità biblica delle loro
tesi.
"Ma non mangerete carne con la vita sua,
cioè col suo sangue" (Gen. 9:4 - citato in "Svegliatevi").
Preso nel suo contesto questo versetto non ha la pur minima relazione col sangue
umano, e tanto meno con le trasfusioni.
Nel versetto che precede, allo stesso capitolo, Geova dice chiaramente a Noè che
parlava della carne degli animali. Si poteva mangiarla come nutrimento, alla
condizione che non se ne mangiasse il sangue.
"Tutto ciò che si muove ed ha vita vi
servirà di cibo; io vi dò tutto questo come l'erba verde; ma non mangerete carne
con la vita sua, cioè col suo sangue"
(Gen. 9:3-4).
Più lontano ancora si spingono i testimoni di Geova nel loro
articolo "Children-Do they Belong to Parent or to the State? " (i figli
appartengono ai genitori o allo stato?) per dichiarare che il testo di Levitico
3:17 e 7:27 proibisce le trasfusioni di sangue. Ancora una volta i russellisti
strappando versetti dal loro contesto interpretano erroneamente i significato
dell'ordinamento levitico riguardo ai sacrifici ed agli olocausti.
"Questa è una legge perpetua, per tutte
le vostre generazioni, in tutti i luoghi dove abiterete; non mangerete nè grasso
nè sangue" (Lev. 3:17).
"Chiunque mangerà sangue di qualunque specie, sarà sterminato di fra il suo
popolo" (Lev. 7:27).
Non occorrerà dire molto per spiegare accuratamente questi due
versetti:
Il terzo capitolo del Levitico parla chiaramente del prendere come cibo
sacrifici ed olocausti e del mangiare il sangue animale, ma non parla affatto di
trasfusioni di sangue.
Tra l'altro c'è anche il divieto di mangiare il grasso di animale. Come
esplicitamente detto il grasso ed il sangue dovevano essere offerti a Dio in
sacrificio in attesa simbolica dell'unico vero sacrificio per il peccato che
sarebbe stato offerto da Gesù Cristo, il divino Salvatore,
"l'agnello di Dio che toglie il
peccato del mondo" (Giovanni 1:29).
Infatti è scritto: "Ma venuto Cristo,
Sommo Sacerdote dei futuri beni Egli … e non mediante il sangue di becchi e di
vitelli, ma mediante il proprio sangue, è entrato una volta per sempre, nel
santuario, avendo acquistato una redenzione eterna. Perché se il sangue di
becchi e di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono
contaminati santificano in modo da dar la purità della carne, quanto più il
sangue di Cristo che mediante lo Spirito eterno ha offerto se stesso puro d'ogni
colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire
all'Iddio vivente... Cristo dopo essere stato offerto una volta sola per portare
i peccati di molti apparirà una seconda volta, senza peccato, a quelli che
l'aspettano per la loro salvezza"
(Ebrei 9:11-14,20).
Il testo di Levitico 7:27 parla ancora di sangue animale mangiato
e digerito, senza alcun riferimento di sorta alla trasfusione. Fedeli alla loro
abituale caratteristica di trascurare quando loro conviene la prova biblica a
loro sfavore, i testimoni tralasciano il contesto dei versetti da essi citati. "
Svegliatevi! " elenca i riferimenti indicando Levitico 17:10, 11, 14, ma
omettendo stranamente i versetti 12 e 13 che chiariscono i testi.
Il versetto 13 dice:
"E se uno qualunque dei figliuoli
d'Israele o degli stranieri che soggiornano fra loro prende alla caccia un
quadrupede o un uccello che si può mangiare, ne spargerà il sangue e lo coprirà
di polvere".
Questo testo dimostra chiaramente, alla stessa maniera dell'intero contesto del
capitolo, il riferimento in primo luogo al mangiare il sangue di animali,
poiché; il cannibalismo era espressamente proibito dal comandamento "Non
uccidere" oltre che altri insegnamenti contenuti nella Scrittura.
Il "sangue" è considerato in relazione al "sacrificio";
esso doveva essere sparso sull'altare offerto al Signore per la purificazione. "E
quasi tutto viene purificato col sangue, secondo la legge; e senza spargimento
di sangue non c'è remissione". (Ebr. 9:22)
Per questo il "sangue" non doveva essere mangiato, perché doveva essere offerto
al Signore per la remissione dei peccati; e questo comando era rivolto al popolo
d'Israele [Si noti: "In quanto a qualsiasi uomo della
casa d'Israele o a qualche forestiero che risieda in mezzo a voi"].
E' interessante anche notare che ogni volta che nella Bibbia si
parla di sacrifici umani essi vengono sempre dichiarati in abominio al Signore.
Ad Israele era stato espressamente proibito uccidere e tanto più mangiare un
altro essere umano sotto pena di immediata punizione, poiché sta scritto:
"Il sangue di chiunque spargerà il sangue
dell'uomo sarà sparso dall'uomo, perché Dio ha fatto l'uomo a immagine sua"
(Gen. 9:6).
Secondo la Legge, quando il sangue non veniva sparso sull'Altare
(cioè, non veniva usato come "sacrificio"), doveva essere "sparso
a terra" e coperto di polvere; dopo di che si poteva mangiare la "carne"
degli animali uccisi. (Deut.12:15,16 23/25 e 15:23). Non si poteva fare alcun
altro uso.
Però i TdG ammettono che il sangue possa essere utilizzato per ottenere
"sieri", come il "siero antivipera".
A proposito, citiamo un'importante osservazione fatta da due ex-testimoni
di Geova:
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"È facile comunque intuire le motivazioni che inducono il
C.D. (=Corpo Direttivo dei TdG) a non pronunciarsi sull'uso dei sieri: ogni
nazione richiede che tutti gli emigranti siano in regola con le norme
profilattiche per ridurre il rischio di diffondere epidemie. Come farebbe la
Società Torre di Guardia ad inviare missionari in varie parti della Terra,
se impedisse loro di praticare i vari sieri obbligatori per legge? Come
farebbero i componenti del C.D. a girare il mondo visitando le filiali, se
non ottemperassero all'obbligo di praticare la profilassi immunitaria di
rito per ogni turista? Allora alla base delle decisioni del C.D. ci
sarebbero solo motivi di vero calcolo; come è possibile?" (Aveta - Palmieri
Op. cit. p. 96)
E, avendo gli stessi esposto dei dubbi e chiesto chiarimenti ai loro
Dirigenti, riguardo la questione "del sangue", ricevettero dal C.D. la
seguente |
significativa risposta che rivela i metodi autoritari che
adottano coi loro affiliati, quando essi si trovano in difficoltà a rispondere
adeguatamente: "Oggi qualsiasi impiego del sangue non è autorizzato da Dio.
Perché allora chi si fa trasfondere un concentrato di emazie può essere
disassociato mentre chi si fa praticare un siero antivipera no?Perché
attualmente il Corpo direttivo ritiene di potersi assumere la responsabilità di
poter intervenire nei confronti di chi accetta una trasfusione di sangue...mentre
non ritiene di dover intervenire nei confronti di chi si limita a prendere una
frazione di frazione....il giudizio è lasciato a Geova Dio in quel caso in cui
non si ritiene opportuno intervenire". (ivi)
Ecco il regime totalitario cui sono sottoposti i poveri "schiavi"
del governo teocratico, che fa capo al C.D. dei TdG! Il C.D. "ritiene di potersi
assumere la responsabilità...mentre non ritiene di dover intervenire..."
Niente commenti! Così ha deciso il C.D.! E ciò, nonostante abbiano detto che "qualsiasi
impiego del sangue non è autorizzato da Dio".
Ma allora il C.D. si pone al di sopra di Dio, poiché può disporre a piacimento
delle leggi inderogabili di Dio?
Allora, diciamo, esso usi la sua dispotica autorità "teocratica" sui
propri adepti che sono disposti ancora ad ubbidirgli ciecamente e non vengano a
parlarci del "sangue" per imporre a tutti le loro vedute, cui essi stessi
possono derogare, solo che lo vgliano!
In un articolo apparso su " Svegliatevi!", a sostegno dell'insegnamento
del Vecchio Testamento si elenca Atti 15:19, 20, 28, 29 e 21:25 servendosi del
nuovo patto.
Nel Nuovo Testamento Il divieto di usare il sangue come alimento viene
confermato esplicitamente:
"… non si
dia molestia a quelli dei Gentili che si convertono a Dio, ma si scriva loro di
astenersi dalle cose contaminate nei sacrifici agl'idoli, dalla fornicazione,
dalle cose soffocate e dal sangue… E' parso bene allo Spirito Santo ed a noi di
non imporvi altro peso all'infuori di queste cose, che sono necessarie; cioè:
che v'asteniate dalle cose sacrificate agl'idoli, dal sangue, dalle cose
soffocate e dalla fornicazione; dalle quali cose ben farete a guardarvi. State
sani."(Atti
15:19,20,28,29).
È espresso tanto esplicitamente questa deliberazione del primo
concilio della Chiesa Cristiana a Gerusalemme per cui obiettivamente riteniamo
che non possa essere assolutamente messo da parte, ma si riferisce unicamente
all'uso del sangue di animali come alimento.
Questa decisione è poi ribadita ancora:
"Quanto
ai Gentili che hanno creduto, noi abbiamo loro scritto, avendo deciso che
debbano astenersi dalle cose sacrificate agl'idoli, dal sangue, dalle cose
soffocate e dalla fornicazione"
(Atti 21:25).
La Torre di Guardia insiste affermando che la trasfusione di
sangue effettuata immettendo sangue nell'organismo attraverso le vene equivale a
nutrirsene attraverso la bocca. Abile deduzione, ma che non può reggere di
fronte al vero insegnamento della Bibbia.
Nel Vecchio Testamento troviamo contenuta la proibizione fatta da Geova di
mangiare, perché impuro, il sangue di animali e ugualmente quindi il sangue
umano.
Da un punto di vista tecnico la trasfusione di sangue è un "alimentare" il corpo
quando la malattia o l'anemia riducono la quantità di sangue, affamando gli
organi vitali.
Ma ciò non comporta in alcun modo possibile il sacrificio della vita, o
l'arrecar nocimento alla vita di un altro, o ancora la violazione di un codice
di leggi sacrificali esistente nel Vecchio Testamento.
I testimoni di Geova non possono presentare un solo versetto in merito, sia per
quanto riguarda la trasfusione sia circa un sacrificio cerimoniale, che potrebbe
in qualche modo essere spiegato come argomento che proibisca di salvare la vita
di un altro.
Nell'amministrare una trasfusione non si sacrifica nessuna vita e non si mangia
affatto del sangue in violazione alla proibizione fatta, ma si trasferisce della
vita da una persona ad un'altra; si ricevono in dono forze offerte in uno
spirito di carità e misericordia.
"…e chiamata a sé la folla diceva:
Ascoltatemi tutti e comprendete! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in
lui, possa contaminarlo; ma ciò che esce dalla bocca, questo contamina l'uomo…È
dal di dentro, infatti, cioè dal cuore degli uomini, che escono i pensieri
cattivi… omicidi, cupidigie, maldicenza, orgoglio…"
(Marco 7, 14-22).
Chiunque abbia assistito alla morte di un altro per mancanza di
sangue ed è stato testimone del venir meno di una vita umana può comprendere il
gran bene che si può compiere mediante le trasfusioni di sangue.
Vi sono naturalmente casi in cui si verificano infezioni e finanche la morte, ma
tenuto conto della percentuale tanto minima, un paragone sarebbe inutile.
I testimoni dicono:
"Perciò chiunque mangi sangue celato in carni da cui esso non sia stato tolto
o ne beve in un mattatoio, o chi ne prende per somministrazione endovenosa in un
ospedale, commette sempre una violazione al principio posto da Dio che proibisce
di mangiar sangue" (ved. "Svegliatevi!" del 22 maggio 1951, pag. 4).
La strage degli innocenti
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La disorientata Torre di Guardia ha combattuto la
trasfusione di sangue fin nei tribunali degli Stati Uniti.
* Il 31 ottobre 1951 il piccolo Jonathan Sheton veniva sottratto alla
potestà di sua madre Hazel, testimone di Geova dichiarata, che era disposta
a sacrificare la vita del suo bambino colpito da appendicite acuta piuttosto
che fargli praticare una trasfusione di sangue. Questa sventurata non aveva
presa tale posizione perché tale era l'insegnamento della Bibbia, ma perchè
la Società della Torre di Guardia diceva esserne questo l'insegnamento, e
tra le due cose corre una grande differenza.
* Il 17 aprile 1951 la signora Rhoda Labrenz di Chicago, altra
fervente testimone di Geova rifiutò di far sottoporre la figlia Cheryl Lynn
ad una |
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trasfusione di
sangue, pur avendone questa grande necessità basando il suo rifiuto sul
principio di non voler infrangere la legge di Geova. E veramente triste vedere
una madre disposta ad abbandonare ad una probabile morte la propria creatura
semplicemente perché la Torre di Guardia dice che tale è la legge di Geova!
* Un recente caso analogo, ma questa volta con amare e tragiche
conseguenze veniva così narrato dal giornale New York Daily News. Oggi due
giovani genitori, nonostante gli sforzi di un dottore che cercava ansiosamente
di far loro cambiare parere, hanno rifiutato, per motivi religiosi, di far
praticare una trasfusione di sangue al loro bambino di nove giorni, morente,
dicendo di seguire in tal modo il volere di Dio. Quando coloro che cercavano di
sottrarre il bambino alla potestà dei genitori ne ottennero il consenso
dall'autorità giudiziaria, era ormai troppo tardi.
Il padre, Thomas Grzyb, di anni venti, ha dichiarato: "E la volontà di Dio.
Non avrei voluto che gli fosse ridata la vita se questo era contrario alla
volontà di Dio. Se mi chiamano assassino è volere di Dio".
"É nostro desiderio avere altri bambini. Ma se dovesse ripetersi una cosa del
genere l'accetteremmo, senza intervenire contro la sua volontà".
Accanto a lui, la moglie Barbara singhiozzava invocando il suo bambino, ma si
dichiarava d'accordo col marito. Ambedue sono testimoni di Geova ed hanno detto
di seguire gli insegnamenti biblici che vietano di nutrirsi di sangue.
I seguaci di Cristo, secondo l'Evangelo. seguono l'esortazione: "Non
vi stancate di fare il bene" (Tessalonicesi 3:13) perché "chi
fa il bene è da Dio" (3 Giovanni 11).
* "Se mia figlia fosse morta, non avrei avuto alcun rimorso", Queste
parole sono di una testimone di Geova, che alla sua bambina di quattordici mesi
aveva negato la trasfusione del sangue. A suo dire, la Bibbia proibirebbe le
trasfusioni. Fortunatamente per la piccina, i medici chiesero ed ottennero dal
magistrato la facoltà a procedere, e la bambina fu salva.
Commentò un cronista: " ‚ mai possibile che in pieno secolo ventesimo si rifiuti
ostinatamente la trasfusione del sangue e si preferisca la morte di una
creaturina innocente? ‚ mai possibile che una donna legga la Bibbia e la intenda
a modo suo, e pretenda di metterla in pratica o piuttosto d'imporla con
conseguenze mortali a danno di chi non ha ancora l'uso di ragione e la facoltà
di scelta " (Cf. Il Tempo, domenica 7-3-1976, rubrica Così
semplicemente).
Fatti e commenti di questo genere non sono rari nella cronaca dei giornali in
vari paesi del mondo. Vittime innocenti sono quasi sempre bambini, ma anche
adulti, specie donne, costrette da una pressione settaria a sacrificare le loro
vite o quelle delle loro creature. Una vera strage degli innocenti!
Se la madre alimenta il figlio che ha in grembo con una continua trasfusione di
sangue, perché non dovrebbe farlo dopo se ciò fosse necessario? Perché un altro
non può donare sangue per salvare un suo simile dalla morte? Chi si rifiuta di
aiutare il prossimo in pericolo commette un tentato omicidio e chi rifiuta a
tutti i costi una trasfusione che potrebbe salvargli la vita compie un vero e
proprio tentativo di suicidio. Ambedue questi atti sono in opposizione a Dio e
alla Sua Santa Parola.
* Un altro esempio della ostinata resistenza, confinante col fanatismo, messa in
mostra dai testimoni di Geova sulla questione delle trasfusioni di sangue si
trova nel numero del 27 aprile 1952 del New York Daily News. Citiamo per
intero l'articolo.
Odessa (Texas), 27 aprile (U.P.) Il padre e due fratelli di una donna
gravemente ferita sono stati oggi arrestati per aver tentato di impedire ad un
dottore di effettuare una trasfusione di sangue considerata necessaria per
salvare la vita.
La donna, la ventenne Maria Oliff, ha ricevuto la trasfusione mentre i tre
uomini venivano allontanati dalla stanza d'ospedale ove ella giaceva priva di
sensi da una settimana. La giovane aveva riportato una frattura cranica
multipla, frattura pelvica e di ambedue le gambe, a seguito di uno scontro
automobilistico. Il suo medico aveva affermato che se non le fosse stata
praticata una immediata trasfusione di sangue, avrebbe potuto sopraggiungere la
morte.
Il padre ed i fratelli della donna postisi di guardia alla porta della stanza
avevano dichiarato che avrebbero fatto ricorso alla forza nel caso qualcuno
avesse tentato di praticare la trasfusione.
I tre, aderenti alla setta dei testimoni di Geova sostenevano che la Bibbia
condanna le trasfusioni di sangue.
La giovane riacquistava oggi brevemente conoscenza e i medici ne approfittavano
per chiederle se volesse respingere l'obiezione sollevata dalla famiglia. Alla
prima domanda rivoltale circa la sua appartenenza alla setta dei testimoni di
Geova, la donna rispondeva con un diniego. Uno dei medici le domandava quindi se
volesse esser sottoposta ad una trasfusione di sangue, se questa si fosse resa
necessaria, e ne riceveva una risposta affermativa.
Il fratello della donna, John, domiciliato a Brooklyn, al 124 di Columbia
Heights, che si trovava nella stanza col fratello ventitreenne Ben, abitante
allo stesso indirizzo, suggeriva ripetutamente alla sorella di rifiutare.
" Di' loro che sei testimone di Geova e non vuoi la trasfusione " Il
padre William Oliff, gestore di un campeggio per roulotte a Midland, nel Texas,
accusava i dottori di voler uccidere sua figlia.
Agendo in base ad un ordine del tribunale, i medici richiedevano l'intervento
della polizia che estrometteva i tre uomini dalla stanza. "Non potete
trattarci così se non ci arrestate" diceva John. "Siete
arrestati tutti e tre per condotta molesta" replicava allora un
agente.
I tre, condotti davanti al giudice di pace, Jack Parker venivano condannati ad
una multa di duecentocinquanta dollari ciascuno.
Clyde Wright, marito della Oliff, da cui è divorziato, ha ottenuto il giorno 27
un'ingiunzione che proibisce ai congiunti di interferire in merito alla
trasfusione.
* Un ultimo esempio della cecità messa in mostra dai russellisti e fin troppo
comune tra i testimoni di Geova, è dato da un recente caso riportato dal
giornale New York Mirror del 20 giugno 1955.
Le convinzioni religiose hanno dovuto piegarsi davanti ad un ordine emesso
domenica per direttissima dal tribunale ed una fragile bimba di nove giorni è
stata trasportata d'urgenza all'ospedale di Englewood, nello stato del New
Jersey, per una trasfusione di sangue alla quale i genitori si erano opposti
perché "contraria alla legge di Dio".
Una seduta straordinaria del tribunale di polizia tenutasi alla Centrale di
Polizia di Palisades si' è conclusa con un decreto che poneva Gail Bertinato
sotto la tutela degli organi di polizia assistenza della Contea di Bergen in
seguito alla dichiarazione di tre medici che richiedevano una immediata
trasfusione di sangue per evitarle la morte.
I suoi genitori, Louis, di ventisei anni, e Gloria, di ventiquattro, abitanti al
numero 336 della Seconda Strada di Palisades Park, e che da venerdì si
opponevano ad una trasfusione di sangue, hanno accettato la sconfitta senza
rancore ed hanno dichiarato ai giornalisti:
"Le nostre obiezioni sono scritturali. Compievamo il nostro dovere di cristiani,
non avevamo altra scelta. La legge di Dio è sovrana sopra ogni altra legge fatta
dall'uomo. Non si può disobbedire alla legge di Dio".
Essi avevano dichiarato in tribunale che essendo testimoni di Geova ritenevano
le trasfusioni di sangue contrarie agli insegnamenti biblici.
Scrivono gli autori de "IL GEOVA DELLA TORRE DI GUARDIA":
"E veramente triste vedere una madre disposta ad
abbandonare ad una probabile morte la propria creatura semplicemente perché la
Torre di Guardia dice che tale è la legge di Dio" (p.126-ed.1978)
e poi citano degli esempi di "ostinata resistenza confinante col fanatismo"
(P. 127). Gli stessi autori fanno notare il perché di questa ostinatezza:
La "Torre di Guardia" dichiara ancora alla pag. 415 del suo numero
del 1 Luglio 1951:
"La trasfusione di sangue non è secondo Cristo…ed il
praticarla in disubbidienza agli ordini divini potrebbe costare ad una persona
la vita eterna".
Ecco spiegato il perché di tanta ostinatezza nell'osservare scrupolosamente
"questa disposizione": il timore di essere privati della vita eterna. I TdG
devono vivere sempre in continuo terrore di questo "terribile" Geova che
continua a distinguersi in maniera evidente dal Dio della Bibbia!
Ma il Signore Gesù ha detto: "E chiunque avrà
scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli
fosse messa al collo una macina da mulino e fosse gettato in mare"
(Marco 9:42). I testimoni di Geova non dovrebbero dimenticarsi di queste
parole quando sono in gioco le vite di fanciulli innocenti.
Ma ecco ora un classico esempio di come il loro uso delle Scritture derivi da
"particolare interpretazione" (Diodati) o "vedute particolari" (Riv.) (V. 2
Pt. 1:20 ).
Nel loro opuscolo: "Sangue, medicina e legge di Dio", scrivono a proposito del
comandamento
"Devi amare Geova il tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e
con tutta la tua mente" (Mt.22:37):
"E che cosa vuol dire amare Dio con tutta la nostra anima? Il sangue è l'anima
(Deut. 12:23). Non possiamo togliere dal nostro corpo parte del sangue,
che rappresenta la nostra anima, e ancora amare Dio con tutta la nostra anima,
perchè abbiamo tolto parte della nostra anima, del nostro sangue" (pag.8)
Ecco spiegato il perché della loro paura di donare il sangue. Con una mente
materialistica e usando un crudo letteralismo, essi pensano che non potrebbero
amare Dio con "tutta" l'anima se parte di essa è stata trasferita (col sangue)
in un'altra persona.
A proposito, commenta ironicamente e giustamente N. TORNESE:
"Da questa confusione segue l'assurdo, vale a dire che chi perde parte del
proprio sangue, non può avere un perfetto amore per Dio. L'amore per Dio -
secondo la logica dei Testimoni - sarebbe proporzionato alla quantità di plasma
presente nell'organismo umano! Stando così le cose un testimone di Geova che
avesse perso sangue sul lavoro o incidentalmente nel soccorrere una persona,
sarebbe incapace di amare Dio con tutta la sua anima. Infatti non ha più nelle
sue arterie tutto il suo sangue. Ne segue ancora che il martire cristiano ama
Dio sempre di meno a misura che perde il suo sangue appunto per amore di
Cristo!" (N. Tornese, Bibbia, sangue e medicina - Napoli 1980, pp. 32-33)
Che l'anima stessa non vada identificata col sangue, si evince dalla seguente
osservazione: se il sangue è l'anima, non dovrebbero mai morire quelli che non
muoiono di morte violenta; quelli, cioè, il cui sangue non fuoriesce dalle
arterie. Ma così non è; infatti, il fatto che uno conservi tutto "il sangue" nel
corpo, non esenta di morire; pur rimanendo il sangue nel corpo, si muore
ugualmente, quando "qualcosa" che era in noi, si diparte e non fa più circolare
il sangue.
I TdG dicono categoricamente: "Il sangue è l'anima!". Perciò, commentando Apoc.
6:9 che parla delle "anime uccise. . .che gridavano vendetta sotto l'Altare di
Dio", essi non riescono a spiegarsi - lo abbiamo detto - come mai il sangue si
trovi sotto l'altare (dato che per loro l'anima è il "sangue").
Essi, commentano dunque:"L'Iddio che vede ogni cosa...sa come IL SANGUE (le
loro anime) VI E' GIUNTO...il sangue di questi innocenti grida...che sia fatta
vendetta" (Quindi ‚ finito il mistero di Dio - pp. 62-63)
In realtà la Bibbia non dice che il sangue era "giunto" sotto
l'Altare e "gridava", poiché esso non vi è mai giunto; è rimasto
sulla terra dove è stato sparso - ma dice che le anime vi erano giunte e
gridavano.
Ora, come si può ben comprendere da queste parole di Giovanni, lui vide le anime
di quei cristiani in cielo; ma non vide il loro sangue in cielo perché il sangue
di quelle persone rimase sulla terra. Non può essere altrimenti dato che è
scritto "che carne e sangue non possono eredare il regno di Dio" (1 Cor.
15:50).
Quelle anime chiedevano a Dio di vendicare il loro sangue e non la loro anima. E
Dio vendicherà il loro sangue a suo tempo infatti nell'Apocalisse è detto che
quando il terzo angelo versò la sua coppa nei fiumi e nelle fonti delle acque;
le acque diventarono sangue. E l'angelo delle acque disse: "Sei
giusto, tu che sei e che eri, tu, il Santo, per aver così giudicato. Hanno
sparso il sangue dei santi e dei profeti, e tu hai dato loro a bere del sangue:
essi ne son degni" (Ap. 16:5-6).
Se l'anima fosse "il sangue", cosa significherebbe Matt.16:26,
che dice: "Che gioverà all'uomo, se dopo aver guadagnato tutto il mondo perde
poi l'anima sua"? Significa che "perderebbe il suo sangue"?
[Non sarebbe più logico pensare che si tratti della perdita della "vita
spirituale"- cioè della morte dell'anima, ovvero "separazione"
eterna da Dio?"]
Se leggiamo il verso precedente (v. 25), ciò apparirà più chiaro: "Perché chi
vorrà salvare la sua vita la perderà" (Diod.-Riv.-CEI)
Inoltre se l'anima È il sangue, notiamo che Lev.17:10, 12 che la T.N.M. rende
con: "L'anima che mangia il sangue" e: "Nessun'anima di voi dovrebbe mangiare il
sangue", sarebbe l'equivalente di: "Il sangue che mangia il sangue" e: "Nessun
sangue di voi dovrebbe mangiare il sangue".
Il Signore nella Sua infinita sapienza ha dato agli uomini la possibilità di
sviluppare la scienza medica mediante la Le Banche Nazionali del Sangue hanno
salvato più vite mediante l'uso immediato di plasma sanguigno di quanto possano
dire le quale per mezzo delle trasfusioni di sangue milioni di persone sono
state salvate da morte sicura.
In un suo opuscolo dal titolo "Il sangue, dono di una vita" pubblicato dalla
Croce Rossa Americana, troviamo le prove determinanti dell' enorme contributo
recato dalle donazioni di sangue in favore delle vite umane.
Circa il novantacinque per cento dei militari feriti nel corso della seconda
guerra mondiale ricevettero trasfusioni di sangue e devono la loro vita a questo
miracolo della scienza.
statistiche, e il tasso di mortalità per emorragia puerperale è stato ridotto ad
un decimo di quello precedente.
Questi sono solo alcuni dei dati verificabili circa i giganteschi risultati
ottenuti dalle trasfusioni di sangue per salvare vite. I testimoni di Geova
possono offrire soltanto pietose critiche non scritturali di una così grande
impresa caritatevole intesa a donare vita.
L'uomo moderno-cristiano o non cristiano è fermamente convinto che dare parte
del proprio sangue a beneficio di chi ne ha estremamente bisogno sia un atto di
vero amore del prossimo e anche un dovere. In tempi di emergenza come terremoti,
infortuni, guerre ecc., ogni persona coscienziosa corre in aiuto dei sofferenti
in pericolo di vita ed offre il proprio sangue. in una gara di bontà umana e
cristiana, che edifica e commuove i ben pensanti.
Il Signore Gesù ha detto: "Nessuno ha amore più grande che quello di dar la sua
vita per i suoi amici" (Giov. 15:13).
Sarebbe buono leggere questo verso secondo "l'accurata" T.N.M.:
"Nessuno ha maggior amore di questo, che qualcuno ceda la sua anima a favore dei
suoi amici"Parlando col linguaggio dei TdG, per i quali l'anima ‚ il sangue
dovremmo dedurne che la Bibbia ci dice che: "Nessuno ha amore più grande di
questo, che qualcuno ceda il suo sangue (=la sua anima) a favore dei suoi
amici".
Secondo questa logica, il "cedere il proprio sangue agli amici" e
indice del più alto grado di amore. [E non si "cede il proprio sangue" proprio
mediante le "trasfusioni"?
Abbandonare chi può essere aiutato e salvato ci rende colpevoli dinanzi a Dio
perché: "Colui… che sa fare il bene e non lo fa, commette peccato" (Giacomo
4:17).
Appare chiaro ad ogni individuo raziocinante che studi le Scritture non
servendosi delle interpretazioni della Torre di Guardia, che Cristo mostrò
comprensione verso la sofferenza altrui e ne guarì le cause ogni volta che
l'incontrò . Quanto più dovrebbero quelli fra noi che sono suoi servi, essere
sempre pronti ad alleviare il dolore e la sofferenza degli altri se ciò è nelle
nostre possibilità.
La Bibbia non parla mai contro le trasfusioni di sangue, sotto alcuna forma, ma
solo contro il mangiar sangue in una maniera puramente sacrificale.
Gesù diceva: "Voi li riconoscete dai loro frutti" (Matt. 7:16, 20). Se la
Torre di Guardia nutre così poca considerazione per la vita umana, a causa di
questo dogmatismo non scritturale, da sacrificare la vita dei suoi aderenti
all'altare di un'irragionevole cecità, allora il loro è chiaramente "frutto
cattivo".
Il "Geova della Torre di Guardia" non è il Geova della Bibbia, che ama le sue
creature e che ha mandato il suo Figliuolo come nostro Salvatore.
E. D. F.
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