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Di recente abbiamo ricevuto la chiamata di un uomo che ci
chiedeva del materiale da inviargli sul tema del controllo
delle nascite. Ne stava discutendo con sua moglie e
cercava delle informazioni che potessero gettar luce
sull'argomento. Fu così che, nel 1986, pubblicammo un
opuscolo intitolato: “Family Planning and God's Word”
(“La Pianificazione Familiare e la Parola di Dio”).
Abbiamo deciso di ristamparne una porzione che riguarda
proprio i metodi anticoncezionali.
Oggigiorno si esercita sulle coppie una pressione eccezionale
per convincerle a praticare una qualche forma di pianificazione
familiare. Fino a pochi decenni fa la maggior parte
delle coppie ci badava poco, ma ora non è più così.
Inoltre, negli ultimi decenni vi è stata una crescita
vertiginosa di metodi anticoncezionali che ha reso più
semplice la pianificazione familiare.
Noi non vogliamo affrontare questo problema in modo generico.
Ciò che intendiamo fare con quest’articolo, è dimostrare
in che modo agiscono i vari metodi anticoncezionali
e far notare che ve ne sono alcuni tipi che nessun Cristiano
dovrebbe usare. Ciò detto, riteniamo che la decisione
di praticare una pianificazione delle nascite sia una
questione personale.
I METODI ANTICONCEZIONALI CHE I CRISTIANI NON DOVREBBERO USARE
Abbiamo detto che la pianificazione familiare non è un argomento
sul quale si possa esprimere un giudizio semplicemente
con un “sì” o con un “no”. Sotto molti punti di vista,
si tratta di una decisione che ogni coppia deve prendere
da sola al cospetto di Dio. Ma allo stesso tempo, esistono
diverse forme di contraccezione che sono chiaramente
condannate dalla Scrittura e che quindi un Cristiano
non può usare.
Nel prossimo paragrafo prenderemo in esame l'astinenza, l'aborto
ed alcuni generi di contraccettivi: lo IUD, le pillole
anticoncezionali e la nuova pillola anti-progesterone
(RU-486).
L'ASTINENZA NON È UN METODO ANTICONCEZIONALE LECITO
“Ora, riguardo alle cose di cui mi avete scritto, sarebbe
bene per l'uomo non toccare donna. Ma, a motivo della
fornicazione, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni
donna il proprio marito. Il marito renda alla moglie
il dovere coniugale e ugualmente la moglie al marito.
La moglie non ha potestà sul proprio corpo, ma il marito;
nello stesso modo anche il marito non ha potestà sul
proprio corpo, ma la moglie. Non privatevi l'uno dell'altro,
se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi
al digiuno e alla preghiera, poi di nuovo tornate a
stare insieme, affinché Satana non vi tenti a causa
della vostra mancanza di autocontrollo” (1Corinzi 7:1-5;
vers. Nuova Diodati).
Anche se una coppia decide che la propria pianificazione
familiare dovrà essere la volontà di Dio, bisogna comunque
dare una risposta al problema del metodo da usare. Cosa
pensare dell'astinenza? C'è qualcuno, infatti, che,
per evitare il concepimento, decide di astenersi dai
rapporti sessuali. Il Nuovo Testamento non permette
simili accordi a lungo termine. In 1Corinzi 7 l'apostolo
Paolo afferma che uno degli scopi del matrimonio è quello
di tenere gli uomini e le donne lontani dalla fornicazione.
All'interno del matrimonio la coppia è completamente
libera di soddisfarsi reciprocamente. Non c'è niente
di spiritualmente illecito nei rapporti fra marito e
moglie:
Ø
“Il matrimonio
sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non
sia macchiato da infedeltà... “ (Ebrei 13:4)
Ø
“Bevi l'acqua
della tua cisterna, l'acqua viva del tuo pozzo: le tue
fonti devono forse spargersi al di fuori? I tuoi ruscelli
devono forse scorrere per le strade? Siano per te solo
e non per gli stranieri con te. Sia benedetta la tua
fonte e vivi lieto con la sposa della tua gioventù.
Cerva d'amore, capriola di grazia, le sue carezze t'inebrino
in ogni tempo e sii sempre rapito nell'affetto suo”
(Proverbi 5:15-19).
L'astinenza all'interno
del matrimonio non è una cosa buona. È anzi pericolosa!
Significa infatti disobbedire alla Parola di Dio. La
Bibbia ordina alle coppie cristiane di non privarsi
l'uno dell'altro a livello sessuale: “Il marito renda
alla moglie il dovere coniugale e ugualmente la moglie
al marito. La moglie non ha potestà sul proprio corpo,
ma il marito; nello stesso modo anche il marito non
ha potestà sul proprio corpo, ma la moglie. Non privatevi
l'uno dell'altro ...” (1Corinzi 7:3-5).
Il marito ha la responsabilità di soddisfare le esigenze
fisiche della moglie; la moglie ha la responsabilità
di soddisfare quelle del marito. La sola eccezione è
costituita dai momenti di digiuno e di preghiera, ma
solo per un certo periodo di tempo; non si tratta di
un accordo perpetuo o a lungo termine, ma di uno temporaneo,
riservato a degli speciali periodi di intensa preghiera.
Ogni altro tipo di astinenza non fa altro che accrescere
il pericolo di permettere che Satana sfrutti i naturali
desideri della carne per creare delle occasioni di peccato:
“ ... se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi
al digiuno e alla preghiera, poi di nuovo tornate a
stare insieme, affinché Satana non vi tenti a causa
della vostra mancanza di autocontrollo.” (1 Corinzi
7:5).
Dunque, tranne che per dei brevi periodi decisi di comune
accordo dal marito e dalla moglie, dedicati al digiuno
e alla preghiera, non si deve ricorrere all'astinenza
quale metodo contraccettivo.
L'ABORTO NON È UN METODO ANTICONCEZIONALE LECITO
“Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere
di avere pietà del frutto delle sue viscere?” (Isaia
49:15)
È quantomeno curioso, parlando di pianificazione familiare
a dei Cristiani, dover dimostrare che l'aborto è moralmente
sbagliato. Eppure, è un fatto che oggigiorno ci sono
molte grandi denominazioni cristiane che sostengono
questa decisione. Molti leader cristiani non si pronunciano
chiaramente contro questo grande male. Anzi, alcuni
che si definiscono evangelici, stanno perfino cominciando
ad ammettere l'aborto, in determinati casi. La “Intervarsity
Press”, ad esempio, ha pubblicato nel 1985 un libro
di Gareth Jones intitolato Brave New People.
Considerate questi estratti:
·
“Se si ha intenzione
di procedere all'aborto, una decisione ragionevole dovrà
tenere in considerazione il feto ed anche i genitori
e i fratelli (o le sorelle)” (p. 157).
·
“In questo
caso, bisogna stabilire se l'aborto sia un bene per
il feto” (p. 158).
·
“Nessun brano
biblico suggerisce l'esistenza di una personalità umana
precedente alla nascita” (p. 169).
·
“Sono pronto
ad ammettere che possono esserci delle circostanze in
cui, con grande dolore, anche dei Cristiani potrebbero
trovarsi a dover considerare la possibilità di un aborto”
(p. 173).
·
“Sfortunatamente,
alcune famiglie non possono far fronte ad una simile
sfida e debbono scendere con riluttanza ad un compromesso,
ossia l'interruzione di gravidanza ... L'amore di Dio
per il debole... esige un'eguale sollecitudine anche
per l'anormale e per chi, probabilmente, sarà rifiutato
dalla società” (p. 179).
A causa di pressioni
provenienti da diversi lati, la “Intervasity” ha bloccato
la distribuzione del libro, ma è già stato pubblicato
da un'altra casa editrice cristiana, la “Eerdmans” ed
è sostenuto da molti che pretendono di essere Cristiani
Evangelici.
LA VITA INIZIA AL CONCEPIMENTO
Per chi crede nella Bibbia, non può esserci alcun dubbio
su questo. La Scrittura ci dice chiaramente che la vita
umana inizia al concepimento. Nel momento in cui il
seme si unisce all'ovulo, ha inizio una nuova vita.
Qualcuno dice che non è possibile stabilire con certezza
il momento in cui l'embrione diventa pienamente umano
in modo da poter essere definito “bambino”. La Bibbia
invece è estremamente chiara. Considerate il seguente
passo: “Ecco, io sono stato generato nell'iniquità,
mia madre mi ha concepito nel peccato” (Salmo 51:5).
Nel Salmo 51 Davide esprime il proprio pentimento per l'adulterio
commesso con Bat-Sceba e per l'omicidio del marito di
lei. Nel versetto cinque egli riconosce che il peccato
era in lui sin dal momento del concepimento. Questo
viene riaffermato anche dall'apostolo Paolo in Romani
5:12 “Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato
è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte
e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché
tutti hanno peccato”. Da quando Adamo ed Eva si sono
ribellati a Dio, la loro natura corrotta è passata di
generazione in generazione attraverso il seme paterno.
Notate come Davide parli di se stesso in modo personale,
anche quando considera il momento del suo concepimento.
Egli dice: “Io sono stato generato nell'iniquità, mia
madre mi ha concepito nel peccato”. Fu Davide stesso
ad essere concepito: “Sei tu che hai formato le mie
reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre. Io
ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo...
Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato
in segreto e intessuto nelle profondità della terra.
I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e
nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran
destinati, quando nessuno d'essi era sorto ancora” (Salmo
139:13-16).
Per chi crede nella Bibbia, questo passo meraviglioso non
lascia dubbi sul fatto che l'embrione è un vero e proprio
essere umano. Lo scrittore, Davide, dice che fu Dio
stesso a formarlo nel grembo materno e che Egli conosceva
tutto di lui già da quando si stava sviluppando, dopo
il concepimento, prima, dunque, che il suo cuoricino
iniziasse a battere, tre settimane dopo il concepimento,
prima che le braccine e le gambine fossero sviluppate,
dopo quattro settimane, prima che il suo piccolo cervello
fosse diviso in due lobi, dopo cinque settimane, prima
che i suoi occhi fossero formati, dopo sei settimane
“quando nessuno d'essi era sorto ancora”, Dio lo conosceva.
L'ovulo fecondato nel grembo della madre di Davide era
solo una cosa minuscola, microscopica, ma già allora
Dio sapeva che si trattava di Davide, il futuro re d'Israele
ed il bis-bis-bisnonno del Signore Gesù Cristo!
Vediamo dunque che, quando un ovulo fecondato è eliminato
in un modo qualsiasi e muore, si causa la morte di un
individuo umano ben definito. È vero che anche per svariate
ragioni naturali alcuni ovuli finiscono per rimanere
attaccati alla parete uterina in seguito alla fecondazione
e quindi non giungono a maturazione. Tuttavia, l'uomo
non ha alcuna parte in questo. È come per la morte post-parto.
Gli esseri umani muoiono in tanti modi diversi, naturali
e non. Spesso non possiamo farci niente. Ma se qualcuno
prende un coltello o un veleno e pone fine alla vita
di un individuo, certamente questo è omicidio. Se l'assassino
si giustificasse dicendo che la sua vittima, prima o
poi, sarebbe comunque morta, o che la gente muore ogni
giorno e quindi non dovremmo farci tanto caso, questo
non cambierebbe certo le cose! Ha ucciso un essere umano
e deve pagare. Allo stesso modo, se qualcuno blocca
la crescita di un minuscolo embrione con dei farmaci
o in qualche altro modo, quella persona uccide un piccolo
individuo già conosciuto da Dio: “Se alcuni vengono
a lite e percuotono una donna incinta (in ing. “a woman
with CHILD”) così da farla abortire, ma non ne segue
altro danno, il percuotitore sarà multato in base a
quanto il marito della donna gli imporrà; egli pagherà
l'indennizzo come determinano i giudici; ma se ne segue
danno, darai vita per vita, occhio per occhio, dente
per dente, mano per mano, piede per piede, scottatura
per scottatura, ferita per ferita, contusione per contusione”
(Esodo 21:22-25; Nuova Diodati).
Notate come la Bibbia affermi che il frutto non nato della
donna è un BAMBINO. Dio lo definisce un bambino e se
quel bambino non nato ha subito un danno, Dio esige
che colui che lo ha causato venga punito.
“Come tu non conosci la via del vento, né come si formino
le ossa in seno alla donna incinta (in ing. “her that
is with CHILD”), così non conosci l'opera di Dio, che
fa tutto” (Ecclesiaste 11:5).
Ancora una volta, la Bibbia dice che la minuscola creatura
non nata, che cresce nel grembo materno è un BAMBINO.
Non è un grumo di protoplasma, una “cosa” o un essere
umano non ancora sviluppato. È un bambino già mentre
le ossa si stanno formando:
Ø
“Isole, ascoltatemi!
Popoli lontani, siate attenti! Il Signore mi ha chiamato
fin dal seno materno, ha pronunziato il mio nome fin
dal grembo di mia madre... Ora parla il Signore che
mi ha formato fin dal grembo materno per essere suo
servo....” (Isaia 49:1,5).
Ø
“La parola
del Signore mi fu rivolta in questi termini: “Prima
che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io
ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo,
io ti ho consacrato e ti ho costituito profeta delle
nazioni” (Geremia 1:4,5).
Il passo di Isaia si riferisce profeticamente a Gesù Cristo
e forse anche ad Isaia stesso. Il passo similare di
Geremia parla della relazione che legava il profeta
a Dio già prima della nascita. Notate ancora come Dio
li abbia chiamati ancor prima che fossero nati e come
fu Dio stesso a formarli nel grembo materno. Chi interferisce
col processo di crescita successivo alla fecondazione
dell'ovulo materno, interferisce con l'opera di Dio:
quella di formare un essere umano da Lui conosciuto.
Questo è un problema molto serio.
Se avessimo chiesto alla madre di Isaia o di Geremia che
cosa ci fosse nel loro grembo, se avessero conosciuto
le profezie che sarebbero seguite, avrebbero risposto:
“Questo è Isaia,” “Questo è Geremia”. Per quanto riguarda
il Signore Gesù Cristo, la Bibbia non lascia dubbi:
“La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria,
sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe e, prima
che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta
(in ing. “was
found with CHILD”) per opera dello Spirito Santo” (Matteo
1:18). In
seguito, l'angelo disse a Giuseppe che il nome del bambino
sarebbe stato Gesù e che “ciò che in lei è generato,
viene dallo Spirito Santo” (Matteo 1:20,21).
Non appena Maria, per la potenza sovrannaturale dello Spirito
Santo, ebbe concepito il suo primogenito, Egli fu chiamato
BAMBINO. E questo durante le primissime fasi del processo
di crescita nel grembo: “...e sarà pieno di Spirito
Santo fin dal grembo di sua madre” (Luca 1:15).
È vero che Giovanni il Battista non era un bambino comune,
ma il fatto che fosse pieno di Spirito Santo ancor prima
di nascere, dimostra chiaramente che già allora era
un essere umano completo. Se qualcuno avesse abortito
quel piccolo esserino nel grembo di Elisabetta, quegli
sarebbe stato l'assassino di Giovanni il Battista: “Appena
Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò
nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo”
(Luca 1:41).
Questo passo dimostra, dal punto di vista della Bibbia, quello
che anche i medici adesso stanno scoprendo, cioè che
i bimbi non ancora nati riescono a percepire quello
che accade al di fuori del grembo materno e a ciò reagiscono.
In questo caso il bimbo non ancora nato era Giovanni
il Battista. Ricordate che egli era già pieno di Spirito
Santo e sapeva che cosa stava avvenendo al di fuori
del grembo, quando la madre del suo Signore e Salvatore
si incontrò con sua madre, Elisabetta. Notate come,
ancora una volta, il non nato venga chiamato BAMBINO.
Di fronte a questi riferimenti biblici, abbiamo solo un'alternativa:
rigettare la Bibbia e il suo insegnamento oppure riconoscere
che l'ovulo fecondato è un minuscolo essere umano, conosciuto
da Dio e che il misterioso e meraviglioso processo di
crescita che avviene durante i nove mesi di gravidanza
è operato direttamente da Dio, che lavora per formare
quel bambino secondo il Suo piano ed i Suoi scopi. Quindi,
ogni volta che qualcuno interferisce con il processo
di crescita di un embrione, è commesso un omicidio.
LE PILLOLE ANTICONCEZIONALI E LO IUD NON SONO METODI CONTRACCETTIVI LECITI
Dopo aver passato in rassegna l'astinenza e l'aborto, dobbiamo
adesso prendere in considerazione altri metodi anticoncezionali
che, se vagliati alla luce dell'insegnamento della Bibbia,
sono proibiti ai Cristiani. In breve qualsiasi metodo
anticoncezionale che blocchi lo sviluppo dell'ovulo
fecondato è una forma d’aborto e quindi un omicidio.
Abbiamo visto che, secondo la Parola di Dio, la vita
umana inizia al concepimento, nel momento in cui il
seme maschile si unisce all'ovulo femminile. Allora
una nuova ed irripetibile vita umana inizia il suo viaggio
eterno, essendo diventata un'anima vivente per l'opera
misteriosa dell'Iddio Onnipotente. Abbiamo visto che
questo è l'insegnamento della Bibbia. Non tutti i moderni
scienziati sarebbero d'accordo nell'affermare che l'embrione
appena concepito è già una vita umana, ma tutti concordano
nel dire che si tratta di una vita nuova ed unica che
ha iniziato la sua crescita esplosiva verso lo sviluppo
completo.
Anche glli scienziati sanno che al concepimento (cioè con
la fecondazione) inizia una nuova vita umana. In un
ottimo libro, intitolato: “The Position of Modern
Science on the Beginning of Human Life” (copyright
1975, Scientists for Life), leggiamo, a pagina 15, questa
spiegazione straordinariamente semplice e chiara: “Quando
inizia la vita?” A questa domanda si può rispondere
in modo molto semplice, andando indietro nel tempo.
Prima di essere un adulto, si è un adolescente, prima
ancora si è un bambino e prima ancora un neonato. Prima
di essere un neonato, ossia, prima di nascere, si è
un feto e ancor prima si è un embrione. Prima di essere
un embrione, al tempo dell'annidamento, si è una blastocisti,
ancor prima una morula e prima uno zigote, un ovulo
fecondato. Ma non siamo mai stati del semplice seme
od un ovulo non fecondato. La nostra vita, quindi, che
è un processo continuo, ha avuto inizio quando il nucleo
del seme paterno si è fuso col nucleo dell'ovulo materno,
cioè con la fecondazione” [The Christian News
(13 gennaio 1986), p. 8]
Grazie ai nuovi strumenti di ricerca recentemente scoperti,
come il microscopio elettronico, gli scienziati hanno
oggi la possibilità di osservare le minuscole cellule
ed i minuscoli geni che formano un organismo vivente.
È stata effettivamente osservata la formazione dell'essere
umano fin dal momento in cui i geni materni si uniscono
a quelli paterni. Considerate la seguente descrizione
di ciò che accade durante le primissime settimane dal
concepimento: “Nelle [prime sette settimane] le cellule
effettuano le manovre più complesse, predisponendosi
secondo quegli schemi che daranno all'embrione la sua
forma umana. Verso la fine della terza settimana, il
futuro sistema nervoso comincia a prendere forma. Quando
la tuba neurale si chiude, il cervello è già differenziato
in lobo posteriore, medio e anteriore. A cinque settimane,
l'embrione, LUNGO APPENA UN TERZO DI POLLICE, è una
meravigliosa miniatura: i piccoli arti protendono delle
manine e dei piedini nascenti e il cervello posteriore
ha già sviluppato i bulbi oculari. Fra la settima e
l'ottava settimana, il volto dell'embrione sembra umano,
gli arti sono dotati di giunture, sulle mani spuntano
le dita e i primitivi genitali esterni fanno la loro
comparsa ... Dopo otto settimane, quasi tutti gli organi
interni sono al loro posto e l'embrione, LUNGO MENO
DI UN POLLICE, assomiglia ad una minuscola persona.
“A questo punto [otto settimane dal concepimento!], il 95%
delle strutture note, dei tratti somatici e degli organi,
dai microscopici nervi alle dita fino ai muscoli, sono
lì”, dice il dott. Ronan O'Rahilly, embriologo all'Università
della California a Davis (Newsweek, Jan. 11, 1982, p.
37).
TRE STADI DI SVILUPPO
Riflettendo sui metodi anticoncezionali, è importante capire
qualche cosa sul processo attraverso il quale l'ovulo
materno, in seguito alla fecondazione, si sviluppa fino
a diventare un bambino perfettamente formato.
Il processo può essere diviso in tre fasi;
1)
Fecondazione;
2)
Annodamento;
3)
Crescita.
Con la FECONDAZIONE il seme paterno penetra nell'ovulo
materno. Ciò avviene nella tuba uterina materna, presso
l'utero. È a questo punto che i geni della madre e del
padre si uniscono per generare una nuova vita umana.
In questa fase dello sviluppo il bambino è definito,
con termine medico, “zigote”, da una parola greca che
significa “unito insieme”.
In seguito, quella microscopica persona in via di sviluppo,
prosegue il suo viaggio verso l'utero, dove aderisce
alla parete uterina. Questo è il cosiddetto ANNIDAMENTO,
si verifica fra il quinto e l'ottavo giorno e risulta
completo fra il nono e il decimo (The Merck Manual,
XIV ed., p. 1708).
Il bambino in via di sviluppo, a questo punto, è definito
“embrione”, da un termine greco che significa “crescere”.
Questo termine è particolarmente appropriato: le cellule
di questo esserino appena creato, infatti, si moltiplicano
ad un ritmo vertiginoso. Per un periodo di tempo piuttosto
breve, l'embrione trae il proprio sostentamento direttamente
dall'utero, finché la placenta e il cordone ombelicale
non sono formati.
In seguito, è il momento della CRESCITA: il corpo
del bambino si sviluppa rapidamente. Dopo circa otto
settimane, il bambino viene definito, con termine medico,
“feto”, da una parola latina che indica il “generare”.
Ecco come viene descritto l'“incredibile e meraviglioso processo
del concepimento” da un medico: “Per prima cosa, all'interno
del corpo, abbiamo l'ovaia, che una volta al mese, spinta
da una qualche forza sconosciuta, si gira verso l'apertura
ad imbuto che si trova alla fine della tuba di Falloppio.
Sulla superficie dell'ovaia c'è una piccola bolla, una
vescichetta, in cui è custodito quell'unico ovulo che,
per qualche misterioso motivo, è emerso fra altri 250.000,
per maturare proprio in quel mese.
Improvvisamente la bolla scoppia. Stimolata da un flusso
di ormone luteinico, un eloquente messaggero chimico
del cervello, l'ovaia si contrae rapidamente e l'ovulo
maturo viene espulso. Le protuberanze sfrangiate che
si trovano alla fine della tuba di Falloppio si protendono
come dita ad afferrare l'ovulo e lo spingono all'interno
dello stretto tunnel della tuba. Come in una sorta di
balletto onirico, al rallentatore, migliaia di minuscole
ciglia oscillanti accarezzano l'ovulo maturo e lo accompagnano
gentilmente per tutto il suo viaggio, lungo 10 centimetri
e quattro giorni, all'interno dell'utero.
Guidato da un qualche meccanismo direzionale, sulla cui natura
possiamo solo formulare delle congetture, lo sperma
attraversa la parete della cervice e penetra all'interno
dell'utero. Per raggiungere e fertilizzare l'ovulo,
il seme dovrà poi attraversare a nuoto tutta la lunghezza
dell'utero ed infilarsi dentro le strette aperture superiori
della buia tuba di Falloppio.
Tutto il processo è diretto con precisione, il coordinamento
di miriadi di dettagli biologici è incredibilmente complesso.
Ad esempio, è solo in questo periodo del mese che il
muco prodotto dalla cervice permetterà al seme di attraversare
la cervice ed accedere all'utero. In altri momenti le
molecole del muco formano una struttura ad “X” per bloccare
il seme e non fargli così raggiungere ovuli troppo giovani
o troppo vecchi per poter essere adeguatamente fecondati,
altrimenti si genererebbe un bambino deforme. Al momento
giusto, tuttavia, le molecole del muco si riallineano,
formando dei canali microscopici che permettono allo
sperma di proseguire il suo viaggio.
Il sistema di comunicazioni biochimico che dirige tutto questo
è talmente sofisticato da far sembrare la tecnologia
di trasmissioni satellitari planetarie un gioco da ragazzi.
Quando, alla fine, il seme raggiunge l'ovulo, è secreta
una serie di enzimi che ammorbidiscono il guscio esterno
dell'ovulo, rendendolo permeabile. Nel frattempo delle
altre secrezioni chimiche, nella tuba, hanno portato
a compimento la maturazione dell'ovulo ed ora è pronto
a ricevere il seme, che è riuscito ad attraversare il
guscio esterno. Il seme e l'ovulo si stringono in un
abbraccio genetico, parte di un processo biochimico
ancor più complesso e il DNA e l'RNA del padre e della
madre, uniti insieme, danno vita ad un progetto dal
quale nascerà un essere umano unico ed irripetibile.
Dopo essere stato fecondato, l'ovulo porta a termine il suo
viaggio nell'utero. L'utero, avvertito dell'impellente
gravidanza da un elaborato sistema di comunicazione
biochimico, è divenuto nel frattempo accogliente e fertile”
(Woman/Doctor: The Education of Jane Patterson,
M.D., New York: Avon Books, 1983).
Come abbiamo detto, qualsiasi processo con cui si interferisce
deliberatamente e coscientemente bloccando lo sviluppo
dell'ovulo fecondato - che è già una nuova creatura
- è un aborto. Se non si permette all'ovulo fecondato
di impiantarsi nell'utero, esso viene ucciso. L'unica
differenza fra questo tipo di aborto ed uno effettuato
successivamente è la forma e lo stadio di sviluppo del
piccolo essere umano.
I METODI PER IL CONTROLLO DELLE NASCITE CHE SI RISOLVONO IN UN ABORTO
Probabilmente, qualcuno dei nostri lettori penserà, come
anche noi fino a non molto tempo fa, che le pillole
anticoncezionali ed altri simili espedienti agiscano
IMPEDENDO la fecondazione. In realtà, come vedremo da
fatti scientificamente provati dalla Medicina, le pillole
anticoncezionali potrebbero anche causare un aborto
DOPO la fecondazione. Lo IUD, le pillole anticoncezionali
e la nuova pillola anti-progesterone in realtà non sono
altro che delle tecniche abortive, dal momento che impediscono
l'annidamento e in questo modo distruggono il minuscolo
embrione che ha già vita e che si sta sviluppando rapidamente.
In un articolo intitolato “Contraceptives: On Hold”, comparso
nel numero del 5 maggio 1986 del Newsweek, venivano
discussi diversi tipi di metodi contraccettivi ancora
in fase di sperimentazione. Dopo aver discusso di una
sostanza medicinale che impedisce l'allestimento dell'utero
per l'annidamento di un ovulo già fecondato, veniva
fatta questa dichiarazione: “Molti esperti ritengono
che l'attuale clima anti-abortista renderà questa sostanza
poco adatta al mercato statunitense, DAL MOMENTO CHE,
IN EFFETTI, ESSA DETERMINA UN ABORTO”.
Il fatto che questi farmaci anticoncezionali possono indurre
l'aborto precoce dell'ovulo appena fecondato è dunque
ben noto a chi conosce il modo in cui agiscono le sostanze
medicinali. Tuttavia, queste informazioni non sono molto
diffuse al di fuori dei circoli medici e molti ne sono
completamente all'oscuro.
Questo sconvolgente materiale è stato pubblicato dall'associazione
“Luterani per la Vita”. Le annotazioni mediche sono
di J.C. Willke, dottore in Medicina e presidente del
Comitato Nazionale Americano per il Diritto alla Vita.
Lo IUD
In che modo agisce lo IUD? Ad oggi, l'opinione medica sembrerebbe
praticamente unanime nel rispondere. La presenza di
questo corpo estraneo nella cavità uterina produce una
reazione di rigetto. Si tratta di una reazione infiammatoria
a carattere locale e solitamente sterile che altera
il normale equilibrio umorale all'interno dell'utero.
Quello che era un ambiente favorevole alla migrazione
del seme ed al susseguente annidamento del nuovo essere
umano, è così trasformato in un ambiente ostile. Secondo
alcune testimonianze, il liquido intrauterino prodotto
conteneva del “pus sterile”. Questo liquido ostile può
influenzare la migrazione del seme verso l'utero e le
tube ed è quindi piuttosto ovvio che influenzi anche
il seguente annidamento.
Non si è detto o scritto abbastanza per far sapere che il
seme viene ostacolato nel suo passaggio attraverso l'utero,
perché se così fosse, la fecondazione non potrebbe aver
luogo. La maggior parte delle ricerche effettuate ci
dice la stessa cosa. Un notevole numero di spermatozoi
riesce ad attraversare la cavità uterina, procede verso
l'ovaia e la FECONDAZIONE PUO' ANCHE AVERE LUOGO.
Quel che è abbastanza chiaro è che, in seguito alla fecondazione,
il processo non porta ad una normale gravidanza da annidamento.
Quali sono i meccanismi attraverso i quali si riesce
ad evitare che la donna resti incinta? Praticamente
tutti gli studi medici hanno descritto diversi meccanismi,
determinati dal corpo estraneo e dalla reazione infiammatoria
causata dallo IUD, attraverso i quali si previene l'annidamento
uterino. Quasi sempre, tuttavia, la fecondazione, quando
ha luogo, è seguita da un processo che si conclude con
la distruzione del nuovo essere umano che si sta sviluppando
nell'utero, dovuta alla sua incapacità di annidarsi.
questo può essere definito a rigore di termini come
aborto. Chiaramente, quasi tutte le testimonianze correnti
si preoccupano invece di evidenziare come il più importante
effetto dello IUD sia quello di prevenire l'annidamento.
La sola ragione per cui lo IUD è definito “agente contraccettivo”
è che la Food and Drug Administration e l'Associazione
Americana Ostetrici e Ginecologi, una decina di anni
fa, hanno cambiato il significato del termine “concepimento”
indicando con questa parola l'annidamento. In virtù
di questi “contorsionismi” semantici, può essere definito
contraccettivo, ma chiunque abbia familiarità con la
sua azione, capisce perfettamente che si tratta in realtà
di un abortivo.
Bisogna fare un altro importante commento di carattere medico.
Con tutta probabilità, fra non molto lo IUD verrà ritirato
dal mercato perché si è visto che può causare dei pesanti
effetti collaterali. Il “pus sterile” cui si è accennato,
ad esempio, non sempre resta sterile. A volte diventa
infetto e determina in questo modo vari livelli d'infiammazione
e in alcuni casi può portare perfino alla sterilità.
Qualche anno fa, tutti i medici praticanti degli Stati
Uniti furono avvertiti che se avessero applicato un
determinato tipo di IUD, il cosiddetto “Dalcon Shield”,
ad una paziente, erano legalmente tenuti ad informarla
che questo avrebbe potuto farla rimanere sterile. Allo
scopo di evitare possibili denunce per irregolarità
professionale, il consenso doveva essere scritto. Per
questo, quel particolare tipo di IUD venne tolto dal
mercato. Se altri tipi di IUD rimarranno o meno sul
mercato a tempo indeterminato, è una questione aperta.
Al limite, è anche possibile che vengano ritirati per
ragioni mediche prima che se ne debba occupare una legge
specifica (The Christian News, 13 gennaio 1986).
LA PILLOLA
Per “pillola” s’intendono attualmente 30 diverse varietà
di combinazioni chimiche dell'equivalente sintetico
degli ormoni femminili estrogeno e progesterone, come
anche la cosiddetta 'mini-pillola', che contiene solo
il progesterone. Da ciò si deduce come ad ogni tipo
di pillola corrispondano effetti differenti. Tuttavia,
almeno in via generale, è possibile darne una descrizione
complessiva.
Le pillole agiscono fondamentalmente in tre modi per “prevenire”
la gravidanza. In primo luogo, prevengono l'ovulazione
o il rilascio dell'ovulo da parte dell'ovaia. Quest’azione
è stata definita come 'congelamento' dell'ovaia. Anche
se lo sperma raggiunge l'ovaia, la fecondazione non
può avere luogo perché l'ovulo non è stato rilasciato.
Si tratta in questo caso di sterilizzazione temporanea,
ma comunemente si parla piuttosto di azione “contraccettiva”.
La prima pillola contraccettiva, l'Enovida, conteneva dieci
milligrammi di ormone di estrogeno. Si credeva che la
sua funzione fisiologica si riducesse quasi del tutto
alla sterilizzazione temporanea. Allora fu immesso sul
mercato l'Enovida-5, seguito dall'Enovida E (da 2.5
mg.). Da allora, sono state messe a disposizione del
consumatore dosi sempre più basse di estrogeno ed oggi
viaggiamo sull'ordine degli 0.5 e 0.35 mg.
La ragione di questa progressiva riduzione nel dosaggio dell'estrogeno
è ben nota: tentare di ridurre al minimo la minaccia
di complicazioni quali la formazione di grumi di sangue.
Parallelamente alla riduzione dell'estrogeno, tuttavia, dal
momento che le dosi minori non sembravano garantire
una soppressione totale dell'ovulazione, si è avuto
un incredibile sviluppo di ritrovati per impedire l'ovulazione.
Oggi è praticamente accertato che con questi ritrovati la
fecondazione a volte ha luogo, ma come è stato detto
prima, le donne che usano queste pillole solitamente
non “restano incinte” (il che significa che s’impedisce
all'ovulo fecondato di annidarsi nell'utero materno;
viene cioè ucciso).
La seconda azione consiste nel determinare l'ispessimento
del tappo di muco che ricopre l'apertura della cervice.
Normalmente, questo avviene, all'inizio e alla fine
del ciclo mestruale, col tappo che si dissolve a metà
del ciclo ed è rimpiazzato da una sostanza biancastra
contenente sostanze nutritive che favoriscono il passaggio
del seme. La pillola combinata evita che questo accada
a metà del ciclo, mantenendo il tappo e in questo modo
dovrebbe esercitare una vera e propria azione 'anti-fecondativa'
impedendo l'entrata del seme.
La terza funzione della pillola combinata è evitare l'annidamento.
Il seme passa, la fecondazione ha luogo insieme alla
migrazione del nuovo essere umano attraverso la tuba
e nell'utero, ma l'annidamento no. Il motivo è che l'azione
della pillola ha “indurito” la parete uterina ed ha
così creato un ambiente sfavorevole, che non permette
al minuscolo essere umano multicellulare di annidarsi.
Si tratta dunque di un aborto praticato ad una settimana
di vita.
Riguardo al numero di casi in cui si ha un'azione di questo
tipo, in quali donne e con quale tipo di pillola, non
c'è una piena unanimità (The Christian News,
13 gennaio 1986).
LA MINI-PILLOLA
La mini-pillola è un tipo di contraccettivo diverso dal composto
di estrogeno e progesterone di cui abbiamo parlato sopra.
Contiene solo una piccola dose di progesterone. Viene
assunta quotidianamente, per 30 giorni al mese - a differenza
della pillola combinata. Non interferisce col normale
ciclo mestruale. Si discute molto se la sua azione primaria
sia quella di prevenire l'annidamento, ma attualmente
le opinioni degli scienziati sembrano essere sostanzialmente
concordi. Sembrerebbe che la mini-pillola non impedisce
del tutto l'ovulazione e, a volte, perfino la fecondazione
ha luogo. quando ciò avviene, la mini-pillola “previene”
la gravidanza, impedendo l'annidamento. Si tratta dunque
di un effetto di tipo abortivo.”
LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO
Il DES, o dietilstilbestrolo, è un estrogeno sintetico. È
conosciuto come 'pillola del giorno dopo', perché viene
somministrato in alte dosi nei giorni immediatamente
successivi al rapporto sessuale. Qual è la sua funzione?
Lo si comprenderà meglio con due esempi.
Nel primo caso, una donna viene violentata alla mezzanotte
di sabato e, alle 2 di notte, nel pronto soccorso di
un ospedale le viene somministrato il DES. Nel giro
di poche ore, nel suo sangue si sviluppa un elevato
livello di estrogeno. Il suo corpo è programmato per
effettuare l'ovulazione dopo 24 ore, ossia alla mezzanotte
di domenica. L'alto livello di estrogeno, tuttavia,
blocca l'ovulazione, non si ha quindi la fecondazione
e la donna non resta incinta. Si tratta quindi di una
sterilizzazione temporanea.
Nel secondo caso, lo stupro avviene ugualmente alla mezzanotte
di sabato, ma le cure mediche le vengono prestate alle
2. Quella donna, tuttavia, ha già ovulato diverse ore
prima dello stupro. L'ovulo ha aspettato. È stato fecondato.
Lei non è rimasta incinta, ma il motivo è un altro.
Il farmaco ha “indurito” la parete uterina. Il minuscolo
bambino, o bambina, ad una settimana di vita circa,
non ha potuto annidarsi ed è morto. si è quindi trattato
di un aborto.
Non è possibile stabilire con certezza quale meccanismo entra
in azione in ciascun caso, ma sappiamo che per ogni
due o tre azioni di sterilizzazione si ha un aborto.
Altri farmaci, come dosi di progesterone, vengono usati spesso
in luogo del DES, come anche altre forme di estrogeno.
Senza entrare troppo nei dettagli, si può dire che il
loro meccanismo d'azione è sostanzialmente lo stesso”
(The Christian News, 13 gennaio 1986).
PROSTAGLANDINE
Come è risaputo, queste sostanze determinano delle forti
contrazioni uterine e provocano in questo modo l'espulsione
del feto. Se vengono usate prima del momento in cui
il bambino è in grado di vivere al di fuori dell'utero,
sono l'equivalente di un aborto.
Il primo tipo di prostaglandine ad essere autorizzato, il
“Prostin F2 alpha”, era accompagnato da una direttiva
della FDA [Food and Drug Administration] che ne limitava
l'uso esclusivamente all'induzione dell'aborto entro
metà trimestre. In seguito furono autorizzate anche
la “Prostin A2” e la “15M”, che oggi possono essere
usate in svariati casi (inerzia uterina, melanoma benigno
e aborto fallito). [Questo studio è stato rivisto prima
della pubblicazione dal dott. Matthew Bulfin, dal dott.
Thomas Hilgers e dal dott. Richard
Schmidt] (The Christian News, 13 gennaio, 1986).
La “Food and Drug Administration”, in alcuni testi a carattere
medico ― come il Physicians' Desk Reference
(PDR) e il Nursing '85 Handbook ― e a favore
dell'aborto ― come My Body, My Health della
dott.ssa Felicia Stewart ―, attraverso i gruppi
di sostegno all'aborto ― come “Planned Parenthood”
―, le compagnie farmaceutiche che redigono i foglietti
illustrativi per le pillole e anche in alcuni libri
a carattere non medico ― come il Random House
College Dictionary ―, non fa mistero del fatto
che le moderne pillole anticoncezionali possono agire
― e a volte agiscono ― come un abortivo
(anche se spesso vengono usati altri termini). Citiamo
da queste fonti:
“Il modo in cui lo IUD previene la gravidanza non è completamente
chiaro. Sono state proposte diverse teorie. Sembra che
lo IUD interferisca in qualche modo con l'annidamento
dell'ovulo fecondato nella cavità uterina. Lo
IUD non previene l'ovulazione” (The Federal Register,
Parte III, 10 maggio 1977, Department of Health, Education
and Welfare, Food and Drug Administration, “Intrauterine
Devices,” p. 23781).
Nel descrivere il meccanismo di determinate pillole contraccettive,
il PDR (Physician's Desk Reference) fa notare:
“Sebbene il meccanismo d'azione primario sia l'inibizione
dell'ovulazione, tuttavia alterazioni nella regione
genitale, incluse mutazioni del muco cervicale (che
contribuisce ad impedire il passaggio dello sperma)
ed endometrite (che riduce la probabilita' di annidamento),
possono anche contribuire ad un effetto di tipo contraccettivo”
(Medical Economics Company, copyright 1985, p. 1548).
“Il 'Progestogen” ... causa anche mutazioni dell'endometrio
che impediscono l'annidamento dell'ovulo fecondato”
(Nursing '85 Drug Handbook, Spring House Corporation,
1985).
“In condizioni naturali, la parete uterina, durante la prima
parte del ciclo, si ispessisce sotto l'influenza dell'estrogeno
e in seguito, dopo l'ovulazione, giunge a maturazione
sia sotto l'influenza del progesterone che dell'estrogeno.
Questa sequenza di sviluppo non può avere luogo quando
si usa la pillola, perché sia la progestina che l'estrogeno
sono presenti nel ciclo. Anche nel caso in cui l'ovulazione
ed il concepimento dovessero avere luogo, non potrebbe
comunque andare a buon termine alcun annidamento” (Dott.ssa
Felicia Stewart; dott.ssa Felicia Guest; dott. Gary Stewart e dott. Robert Hatcher;
My Body, My Health, Consumers Union, pagg. 169,170).
“L'endometrio (la parete uterina) è sotto l'effetto di un
contraccettivo orale ... la mutazione puo' impedire
l'annidamento della blastocisti [l'ovulo fertilizzato,
la nuova creatura]” (Planned Parenthood, Grant Application
submitted on September 1, 1982).
“Ad esempio, la pillola può agire sul movimento dell'ovulo
fecondato attraverso l'utero o impedirgli di annidarsi
nella parete uterina” (Changing Times, “What
We Know About the Pill,” luglio 1977, p. 21).
“Pillola anticoncezionale: contraccettivo orale per donne
che inibisce l'ovulazione, la fecondazione o l'annidamento
dell'ovulo fecondato, determinando in questo modo una
sterilità temporanea” (Random House College Dictionary,
edizione riveduta, copyright 1982, p. 137).
CON QUANTA FREQUENZA LA PILLOLA ANTICONCEZIONALE DETERMINA UN ABORTO?
Si può porre subito una domanda: “Una volta accertato che
i vari tipi di pillola anticoncezionale moderna possono
agire e a volte agiscono come un abortivo, è possibile
stabilire con quanta frequenza agiscono in questo modo?
Il 10% delle volte? Lo 0,0001% delle volte? Si tratta
di una percentuale abbastanza elevata da influire in
misura significativa sul mio atteggiamento verso la
pillola?”
Ottenere percentuali precise è impossibile. Ci sono troppe
variabili. Tuttavia, i medici e gli scienziati sono
in grado di ottenere dalle loro ricerche delle stime
realistiche. Ecco alcuni esempi:
1. Secondo Planned Parenthood gli ormoni presenti nella mini-pillola
“impediscono l'ovulazione e la formazione del corpo
luteo approssimativamente in 1/3 dei trattamenti”. Ciò
significa che il 67% delle volte in cui viene usata
la mini-pillola c'è una reale possibilità di “aborto
silenzioso”.
2. Il dott. Albert D. Lorincz, in “The Pill How Does It Work?”
cita uno studio in cui sono stati somministrati quotidianamente
5 mg di progestogene (una quantità equivalente a molte
pillole anticoncezionali). Ciononostante, il 60% di
queste donne ovulò. Ciò significa che il 60% delle donne
che hanno usato questa pillola hanno avuto una reale
possibilità di “aborto silenzioso”.
3. Il dott. J.C. Espinoza, scrive nel suo libro Birth
Control: Why Are They Lying to Women? a pagina 27:
“Quando ha luogo l'ovulazione, è possibile anche la gravidanza.
Anni fa Roland notò che il 30% delle donne che facevano
uso di un preparato di estrogeno e progestina (una pillola
combinata) ovulavano. Oggi è chiaro che almeno nel 5%
dei cicli di trattamento con la pillola combinata ha
luogo un'ovulazione. Ciò significa che il concepimento
è possibile mentre si usa la pillola, ma l'annidamento
sarà prevenuto e il 'concepito' (il bambino) morirà.
Questa percentuale è statisticamente equivalente ad
un aborto all'anno per ogni donna che usa la pillola.
La mini-pillola ha un tasso d'ovulazione più elevato.
Il blocco pituitario per evitare l'ovulazione è evidente
solo nel 50% dei cicli. Il concepimento, quindi, è possibile
ogni mese. Questa nuova pillola può determinare un aborto
nel 50% dei casi, sei per ogni anno di uso. Per qualsiasi
pillola esiste un piccola percentuale di gravidanze
che vanno a termine”.
Alcuni medici potrebbero fornire cifre differenti, ma è comunque
evidente che ogni pillola anticoncezionale moderna può
agire come un abortivo. Lo IUD, invece, agisce esattamente
come un abortivo.
CHE DEVO FARE, SE HO USATO LA PILLOLA O LO IUD?
Forse adesso hai il cuore in subbuglio. Magari hai fatto
uso dello IUD o delle moderne pillole anticoncezionali
senza sapere che avrebbero potuto causare un aborto.
Probabilmente ti starai chiedendo: “Forse ho avuto un
aborto silenzioso? O magari più di uno? Forse ho messo
fine alla vita di un bambino che Dio voleva darmi?”
Di sicuro la risposta la sa solo Dio. C'è effettivamente
la possibilità che tu abbia avuto un aborto silenzioso,
se non più di uno. In nessuna parte della Scrittura
Dio ci promette di evitare che peccassimo per ignoranza.
Anche in questa circostanza, tuttavia, possiamo lodare il
Signore per la Sua grande misericordia. La Scrittura
promette: “Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele
e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni
iniquità” (1Giovanni 1:9). E ancora: “Chi copre le sue
colpe non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona
otterrà misericordia” (Proverbi 28:13).
I METODI PER IL CONTROLLO DELLE NASCITE CHE NON DISTRUGGONO UNA NUOVA VITA
Abbiamo detto che qualsiasi metodo anticoncezionale che distrugge
una vita creatasi dall'unione di geni maschili e femminili
è sbagliata, perché è una forma di aborto. Possiamo
definirlo un “aborto silenzioso”, un “aborto microscopico”
o con qualsiasi altra espressione, ma è pur sempre un
aborto e in quanto tale infrange il sesto comandamento:
“Non uccidere”.
Resta da capire se esistono dei metodi anticoncezionali ai
quali i Cristiani possono affidarsi. È contrario alla
volontà di Dio, per le coppie cristiane, tentare di
prevenire la gravidanza?
È più semplice rispondere alla prima domanda che alla seconda.
Esistono dei metodi anticoncezionali che impediscono
davvero al seme di unirsi all'ovulo e che quindi non
implicano la distruzione di una vita. Passeremo in rassegna
questi metodi e per avere delle informazioni più dettagliate,
le coppie interessate possono consultare il proprio
medico o dei testi qualificati sull'argomento:
1. PRESERVATIVO. E’
usato dal marito, è facilmente reperibile, è economico
ed efficace, se usato correttamente.
2. CREME VAGINALI E SUPPOSTE. Sono usate dalla moglie e sono anch'esse abbastanza efficaci, se usate
correttamente. Immobilizzano o distruggono gli spermatozoi
e, in alcuni casi, costituiscono una barriera meccanica
che blocca il seme. Secondo il Manuale Merck: “Con l'avanzare
dell'età della donna, l'efficacia di questi agenti aumenta
notevolmente e, nelle donne con più di 30 anni, raggiunge
un'efficacia paragonabile a quella dello IUD”.
3. DIAFRAMMA. Si tratta
di una tecnica adottata dalla moglie ed impedisce allo
sperma di penetrare nella cervice. “Deve essere attentamente
applicato da un medico e la donna deve sapere come inserirlo
in modo da coprire la cervice ... Insieme al diaframma
bisognerebbe usare anche una crema o un gel contraccettivo....”
4. RITMO. “Affinché
il metodo del ritmo abbia successo, i cicli mestruali
della donna dovrebbero essere il più regolari possibile.
Per determinare il periodo di astensione, bisogna sottrarre
18 giorni dalla durata del più breve dei precedenti
12 cicli ed 11 giorni dal più lungo. Così, se i cicli
della donna variano fra i 26 ed i 29 giorni, la coppia
deve astenersi dal giorno 8 al giorno 18 di ogni ciclo.
Un metodo più efficace consiste nel misurare la temperatura
basale della donna ogni mattina prima di alzarsi ...
Anche con questa tecnica, più raffinata, si calcola
che la percentuale di fallimento si aggiri intorno al
7%; se non si misura la temperatura, la percentuale
è svariate volte più elevata” (The Merck Manual,
pp. 1699,1700).
Dal momento che alla coppia viene richiesto di astenersi
dagli incontri intimi per circa un terzo del tempo,
temo che questo metodo potrebbe essere pericoloso alla
luce dell'ammonimento di 1 Corinzi 7:1-5.
5. STERILIZZAZIONE.
Invertire gli effetti della sterilizzazione è estremamente
difficile e sembra che ci si riesca solo nel 30% dei
casi (The Merck Manual, p. 1705). Una decisione
del genere, quindi, dovrebbe essere considerata permanente.
Dal momento che è impossibile sapere cosa ci riserva
il futuro, la sterilizzazione non sembra essere una
scelta saggia per una coppia o un individuo. Che farei
se il mio compagno dovesse morire e volessi in seguito
avere altri bambini? Ci si può chiedere: “Che farei
se dovesse succedere qualcosa a uno o a tutti i nostri
bambini”? Con la sterilizzazione resta solo una piccolissima
possibilità di avere altri bambini.
Noi non stiamo affermando che questi metodi siano leciti
per un Cristiano, né tantomeno che non lo siano. Ne
abbiamo voluto parlare solo perché si tratta di metodi
anticoncezionali mediante i quali l'ovulo non viene
fecondato e quindi non si distrugge una nuova vita.
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