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Settembre 2004
 
Notizie dal mondo evangelico

Arrestati 80 evangelici in Iran: torna la repressione

TEHERAN (Iraq) - La polizia si è introdotta all'annuale raduno delle Assemblee di Dio, che si stava svolgendo nella città di Karaj, a 30 km dalla capitale Teheran, ed ha arrestato 80 leader di chiesa. L'azione, da molti definita «la peggiore azione repressiva degli ultimi dieci anni nei confronti dei cristiani evangelici», è avvenuta giovedì 9 ma se n'è avuta conferma solo oggi.

Le forze dell'ordine hanno effettuato un raid senza preavviso nella sede della Denominazione e, come riferiscono testimoni oculari, hanno accerchiato l'edificio e poi vi si sono introdotte, arrestando tutti i presenti, bendandoli ed interrogandoli. Per evitare che potessero capire dove erano condotti, sono stati trasportati in giro, per molte ore, a bordo dei loro automezzi, bendati, fino a raggiungere un posto di polizia, ove sono stati interrogati. La polizia aveva a disposizione numerosissime informazioni su ciascuno di loro, come tutti hanno capito dal tenore delle domande rivolte.

Al momento, dieci pastori permangono nelle mani delle forze di sicurezza ed è loro impedito ogni contatto con le famiglie. L'agenzia "Compass" incalza: «Questa è la più grande crisi da quando dieci anni fa furono uccisi tre pastori evangelici».

A tutti i credenti rilasciati giovedì è stato proibito di frequentare i servizi di culto la giornata successiva e la questione riapre ferite che si credevano rimarginate: l'Iran è l'unica teocrazia mondiale, ha sempre cercato di limitare le attività dei cristiani, anche a mezzo di arresti e, per la legge islamica, l'abbandono dell'Islam è inteso come apostasia meritevole di morte.

Le fonti ufficiali iraniane non hanno rilasciato alcuna dichiarazione sul caso.

 

Sparatoria in una chiesa evangelica colombiana

PUERTO ASIS - Una chiesa evangelica del sud della Colombia, gremita di fedeli riunitisi per la celebrazione del culto, è stata presa di mira da una banda armata nella notte di sabato scorso, ma si è appresa la notizia solo oggi. L'attacco ha provocato ben 3 morti e 14 feriti, come affermano le autorità locali.

Il pastore della chiesa, Francisco Sevillano, spiega all'agenzia Reuters che: «Stavamo cantando inni a Dio quando ho sentito la sparatoria. Non siamo mai stati oggetto di minacce, infatti il probabile bersaglio era qualche malvivente seduto nella sala. Dopo che i sicari hanno fatto fuoco per la prima volta, uccidendo un uomo, dall'altra parte della chiesa sono stati esplosi alcuni colpi di pistola, dando origine ad una vera e propria sparatoria. Al termine dello scontro, gli assassini sono scappati lasciando dei volantini inneggianti alla propaganda dei ribelli marxisti», come poi confermato dal comandante della polizia Eduardo Beltran.

Secondo quest'ultimo, i gruppi militanti armati sono i responsabili dell'azione e, comunque, la città di Puerto Asis non è nuova ad attacchi di questo genere, in quanto al centro delle rotte internazionali del traffico di droga ed è anche la roccaforte di molti dissidenti.

Si teme, però, che l'attacco abbia tutto un altro significato: i leader religiosi cristiani esercitano una massiccia influenza, grazie al messaggio dell'Evangelo, sui giovani locali, rendendo difficile il reclutamento di paramilitari e trafficanti alle organizzazioni criminali; di conseguenza, l'attacco di sabato può essere anche interpretato come un avvertimento nei loro confronti

 

Il processo al pastore attivista vietnamita si avvia alla conclusione

HANOI - Secondo fonti autorevoli del governo vietnamita, i giudici stanno lavorando alacremente per giungere al più presto alla conclusione della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il pastore Nguyen Hong Quang. L'emanazione della sentenza è prevista per i primi giorni di settembre, ma si prevede che contenga una condanna del ministro di culto, sulla scorta di giudizi simili conclusi nell'immediato passato.

La faccenda ha inizio nel 2000, quando il pastore condusse una battaglia contro la confisca dei terreni di 346 famiglie ove insistevano costruzioni abusive, inclusa la sua residenza ed il locale di culto. Il provvedimento dell'autorità fu emanato senza alcun fondamento giuridico, tanto da scatenare la protesta di quelle genti, fino al raggiungimento dell'importante risultato dell'agosto scorso: la revoca della confisca delle terre.

 

Fonte Notizie : Porte-Aperte - dal sito www.evangelici.net

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