| Notizie
dal mondo evangelico |
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Arrestati 80
evangelici in Iran: torna
la repressione
TEHERAN (Iraq) - La
polizia si è introdotta
all'annuale raduno delle
Assemblee di Dio, che si
stava svolgendo nella
città di Karaj, a 30 km
dalla capitale Teheran, ed
ha arrestato 80 leader di
chiesa. L'azione, da molti
definita «la peggiore
azione repressiva degli
ultimi dieci anni nei
confronti dei cristiani
evangelici», è avvenuta
giovedì 9 ma se n'è avuta
conferma solo oggi.
Le forze dell'ordine hanno
effettuato un raid senza
preavviso nella sede della
Denominazione e, come
riferiscono testimoni
oculari, hanno accerchiato
l'edificio e poi vi si
sono introdotte,
arrestando tutti i
presenti, bendandoli ed
interrogandoli. Per
evitare che potessero
capire dove erano
condotti, sono stati
trasportati in giro, per
molte ore, a bordo dei
loro automezzi, bendati,
fino a raggiungere un
posto di polizia, ove sono
stati interrogati. La
polizia aveva a
disposizione numerosissime
informazioni su ciascuno
di loro, come tutti hanno
capito dal tenore delle
domande rivolte.
Al momento, dieci pastori
permangono nelle mani
delle forze di sicurezza
ed è loro impedito ogni
contatto con le famiglie.
L'agenzia "Compass"
incalza: «Questa è la più
grande crisi da quando
dieci anni fa furono
uccisi tre pastori
evangelici».
A tutti i credenti
rilasciati giovedì è stato
proibito di frequentare i
servizi di culto la
giornata successiva e la
questione riapre ferite
che si credevano
rimarginate: l'Iran è
l'unica teocrazia
mondiale, ha sempre
cercato di limitare le
attività dei cristiani,
anche a mezzo di arresti
e, per la legge islamica,
l'abbandono dell'Islam è
inteso come apostasia
meritevole di morte.
Le fonti ufficiali
iraniane non hanno
rilasciato alcuna
dichiarazione sul caso.
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Sparatoria in una chiesa
evangelica colombiana
PUERTO ASIS - Una chiesa
evangelica del sud della
Colombia, gremita di
fedeli riunitisi per la
celebrazione del culto, è
stata presa di mira da una
banda armata nella notte
di sabato scorso, ma si è
appresa la notizia solo
oggi. L'attacco ha
provocato ben 3 morti e 14
feriti, come affermano le
autorità locali.
Il pastore della chiesa,
Francisco Sevillano,
spiega all'agenzia Reuters
che: «Stavamo cantando
inni a Dio quando ho
sentito la sparatoria. Non
siamo mai stati oggetto di
minacce, infatti il
probabile bersaglio era
qualche malvivente seduto
nella sala. Dopo che i
sicari hanno fatto fuoco
per la prima volta,
uccidendo un uomo,
dall'altra parte della
chiesa sono stati esplosi
alcuni colpi di pistola,
dando origine ad una vera
e propria sparatoria. Al
termine dello scontro, gli
assassini sono scappati
lasciando dei volantini
inneggianti alla
propaganda dei ribelli
marxisti», come poi
confermato dal comandante
della polizia Eduardo
Beltran.
Secondo quest'ultimo, i
gruppi militanti armati
sono i responsabili
dell'azione e, comunque,
la città di Puerto Asis
non è nuova ad attacchi di
questo genere, in quanto
al centro delle rotte
internazionali del
traffico di droga ed è
anche la roccaforte di
molti dissidenti.
Si teme, però, che
l'attacco abbia tutto un
altro significato: i
leader religiosi cristiani
esercitano una massiccia
influenza, grazie al
messaggio dell'Evangelo,
sui giovani locali,
rendendo difficile il
reclutamento di
paramilitari e trafficanti
alle organizzazioni
criminali; di conseguenza,
l'attacco di sabato può
essere anche interpretato
come un avvertimento nei
loro confronti |
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Il processo al
pastore attivista
vietnamita si avvia alla
conclusione
HANOI - Secondo fonti
autorevoli del governo
vietnamita, i giudici
stanno lavorando
alacremente per giungere
al più presto alla
conclusione della vicenda
giudiziaria che ha
coinvolto il pastore
Nguyen Hong Quang.
L'emanazione della
sentenza è prevista per i
primi giorni di settembre,
ma si prevede che contenga
una condanna del ministro
di culto, sulla scorta di
giudizi simili conclusi
nell'immediato passato.
La faccenda ha inizio nel
2000, quando il pastore
condusse una battaglia
contro la confisca dei
terreni di 346 famiglie
ove insistevano
costruzioni abusive,
inclusa la sua residenza
ed il locale di culto. Il
provvedimento
dell'autorità fu emanato
senza alcun fondamento
giuridico, tanto da
scatenare la protesta di
quelle genti, fino al
raggiungimento
dell'importante risultato
dell'agosto scorso: la
revoca della confisca
delle terre.
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Fonte Notizie : Porte-Aperte
- dal sito www.evangelici.net
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