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Dio è
Santo sia nella Sua natura che nel Suo carattere; in Lui
non esiste traccia di impurità e di male.
(Isaia
6:3; Salmo 99:9).
Tutto ciò che è profano e impuro è in contrapposizione a
Dio e alla Sua natura, così tutti coloro che commettono
il male sono separati da Lui. (Isaia 59:2; Giosuè
24:23–24).
La Sacra Scrittura afferma che Dio è completamente
Santo. È Santo il Padre (Giov. 17:11), è Santo il Figlio
(Luca 1:35), è Santo lo Spirito (Atti 2:4). Pertanto
niente e nessuno potrà mai essere paragonato a Lui
(Isaia 40:25).
La santità di Dio è origine della Sua rettitudine, della
Sua giustizia, ecc. (Deuteronomio 32:4). Tutte le opere
di Dio sono permeate da essa, infatti la Sua Santità ha
richiesto e provveduto il sacrificio espiatorio di Gesù
Cristo. L’uomo con la caduta nel peccato offese la
santità di Dio; la Sua giustizia richiedeva o la
punizione del peccatore o che qualcuno prendesse il Suo
posto. Ecco perché a Cristo venne preparato un corpo
umano (Ebrei 10:4-10): per compiere la grande opera di
redenzione dell’umanità perduta, pagando con la Sua
morte il prezzo di riscatto del peccatore.
In I Pietro 2:24 è scritto: “È lì Cristo ha portato i
nostri peccati nel Suo corpo sul legno della croce…”
e in Romani 5:8 : “Dio invece mostra la grandezza del
proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo
ancora peccatori, Cristo è morto per noi”.
Quando l’uomo, con l’ausilio dello Spirito Santo, si
accosta all’Iddio Santo scopre di essere un peccatore e
chiede di essere perdonato, viene purificato dal suo
peccato e santificato.
In I Corinti 6:11 Paolo
scrive: “…siete
stati lavati, siete stati santificati, siete stati
giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante
lo Spirito del nostro Dio”.
Dopo che l’Iddio Santo compie l’opera di purificazione
richiede al credente che si separi dal male e da ciò che
può contaminarlo:
“SIATE SANTI COME IO SONO STATO SANTO”.
La santificazione per il credente è un traguardo da
raggiungere con l’arresa al Signore, senza riserve e
senza distrazioni, così da essere conformi alla volontà
di Dio e all’immagine di Cristo (I Tessalonicesi 5:23;
Romani 12:1).
Si tratta di una trasformazione necessaria perché si
possa vedere Iddio che è Santo (Ebrei 12:1-2).
Leo Favasuli
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