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Il vero Giubileo
 

Roma nel 2000 è stata meta di pellegrinaggio per milioni di persone provenienti da tutto il mondo. La mole di lavori pubblici volti a rendere la città in grado di accogliere un così straordinario afflusso di devoti ha dato l'idea dell'importanza di tale movimento. Questo turbinio di preparativi, ben pubblicizzati, ha fatto passare in secondo piano le ragioni vere che hanno indotto le massime autorità cattolico - romane ad indire un Giubileo e, soprattutto, la legittimità biblica di questa manifestazione religiosa internazionale.

Il Giubileo cattolico - romano
Un' importante enciclopedia italiana descrive così il Giubileo: "Per i cattolici, anno (detto anche anno santo) in cui gode di speciali indulgenze e privilegi spirituali chiunque compia particolari opere di pietà tra le quali il viaggio a Roma e la visita alle quattro grandi basiliche della cristianità (San Giovanni in Laterano, San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura)". Il primo Giubileo fu indetto nel 1300 da Bonifacio VIII, il papa inviso a Dante. La ricorrenza doveva celebrarsi ogni cento anni e serviva "per aumentare il numero dei pellegrini che visitavano Roma". Fu Clemente VI a stabilire che, a partire dal 1350, vi fosse un Giubileo ogni cinquanta anni, rifacendosi all'anno giubilare biblico il quale veniva indetto, appunto, ogni mezzo secolo. Urbano VI lo istituì ogni trentatré anni e Paolo II ogni venticinque. Oltre a questi Giubilei ordinari ve ne sono stati di straordinari, come quello, ad esempio, del 1933 per il diciannovesimo centenario della morte di Gesù Cristo, e quello del 1966 per la conclusione del Concilio VaticanoII.

Il Giubileo ebraico
Rivolgiamoci alla Bibbia per comprendere cosa realmente si intendeva nell'Antico Testamento per Giubileo.
Quello ebraico era costituito dall'anno dello Yobel , cioè del suono del corno, strumento che infatti veniva suonato per annunciare il Giubileo (Levitico 25: 8-55). Era quello l'anno della liberazione, l'anno della grazia. Secondo la legge mosaica ogni settimo anno doveva essere considerato sabatico (Levitico 25:1-7), anche la terra doveva avere il suo tempo di riposo consacrato al Signore"; in questo periodo non si seminava e non si raccoglieva. Quanto cresceva spontaneamente era proprietà comune del povero, dello straniero e degli animali. Questa norma non soltanto serviva a rinvigorire la terra, ma insegnava al popolo la realtà della provvidenziale potenza e presenza di Dio, affinché fosse istruito per porre la propria, totale fiducia in Dio. Dopo sette settimane di anni, cioè quarantanove anni, il cinquantesimo era proclamato "anno giubilare", cioè l'anno della redenzione universale. Tutti i prigionieri ottenevano la libertà, gli schiavi erano dichiarati liberi, ai debitori veniva annullato ogni debito. Ogni eredità era di nuovo riconsegnata all'erede originario. Tutti potevano raccogliere liberamente ed utilizzare i frutti che la terra produceva spontaneamente.Le proprietà, che erano state per qualsiasi ragione alienate durante i quarantanove anni precedenti, dovevano ritornare al proprietario iniziale, perché Dio ricordava al popolo che "la terra è mia e voi state da me come stranieri ed ospiti" (Levitico 25:23).Dio è il Signore del creato e l'uomo ne è soltanto l'amministratore ed il possessore temporaneo. Alcuni studiosi della Scrittura hanno considerato il versetto dell'Evangelo "Date e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa e traboccante…" (Luca 6:38) come un indizio che il ministerio pubblico del Signore sia iniziato in un anno giubilare. Indubbiamente possiamo affermare che le parole di Isaia 61:1, 2 che Gesù lesse nella sinagoga di Nazareth, "lo Spirito del Signore è sopra di me; perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato ad annunziare la liberazione ai prigionieri e ai ciechi il ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi, e a proclamare l'anno accettevole del Signore" (Luca 4:18, 19) provano che il Giubileo ebraico aveva il valore tipico della dispensazione della Grazia.

Il Giubileo cristiano
Gesù con la Sua venuta non ha certo inaugurato un anno giubilare ma, come lui stesso affermò nella sinagoga di Nazareth, l'anno accettevole del Signore: un'epoca gloriosa di Grazia. Infatti è scritto: "Io ti ho esaudito nel tempo favorevole e ti ho soccorso nel giorno della salvezza. Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il tempo della salvezza" (II Corinzi 6:2). Il riscatto della terra è sostituito dalla redenzione dell'uomo, anch'esso fragile argilla. L'opera di espiazione compiuta da Cristo, infatti, garantisce la liberazione dell'anima da ogni laccio e da ogni oppressione. Il Signore dichiarò sulla croce "Tutto è compiuto". Il valore della Sua opera non può essere limitato a tempi, stagioni o anni.
Viviamo dunque nella dispensazione della Grazia universale di Dio acquistata dall'opera perfetta che Cristo ha compiuto sul Calvario. Questo è il vero anno del Giubileo, l'anno accettevole del Signore, il tempo favorevole, il giorno della salvezza.Le limitazioni e le regole umane non possono ridurre il valore di questa illimitata opera di grazia di Cristo. Molto più di semplici indulgenze, il Salvatore ha donato "al popolo conoscenza della salvezza mediante il perdono dei loro peccati, grazie ai sentimenti di misericordia del nostro Dio per i quali l'Aurora dall'alto ci visiterà". Egli ha visitato l'umanità "per risplendere su quelli che giacciono in tenebre e in ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace" (Luca 1:77-79).
Soltanto il ministerio, la morte, la resurrezione e l'ascensione di Gesù garantiscono il perdono dei peccati, che costituivano il grande debito che avevamo con Dio e che ci aveva costretti in schiavitù. Oggi, nel tempo della Grazia, per mezzo dell'opera di Gesù e dell'azione dello Spirito Santo abbiamo piena libertà: "Il peccato non vi signoreggerà più" (Romani 6:14), "perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte" (Romani 8:2). Questo perché "secondo il disegno eterno che Egli (Dio) ha attuato mediante il nostro Signore Gesù Cristo,…abbiamo la libertà di accostarci a Dio con piena fiducia, mediante la fede in Lui" (Efesini 3:11, 12).
Il vero Giubileo cristiano non è un periodo limitato e occasionale, ma si protrae fino al giorno del glorioso ritorno di Gesù Cristo per tutti coloro che, ponendo la propria fiducia nella Sua perfetta opera redentrice, Lo accettano come Salvatore e Signore. Vi è un pellegrinaggio che dura tutta un'esistenza e si snoda lungo le strade della vita, alla ricerca della verità e dell'appagamento interiore. Questo viaggio per molti versi penoso, che tutti gli uomini intraprendono fin dall'età della ragione, è fatto anche di tappe religiose. Dio però ha preparato per l'umanità qualcosa di diverso. Se per gli antichi ebrei il segnale convenuto dell'inizio del Giubileo era il suono del corno, oggi un suono nuovo e forte giunge ad ogni uomo: "Cristo è morto per i nostri peccati" (I Corinzi 15:3).
Questo è l'Evangelo della grazia. Oggi come allora è sufficiente credere nell'annuncio di liberazione e redenzione. Lo schiavo ebreo al suono del corno era già libero e nessuno avrebbe potuto impedirlo. Crediamo alla liberazione che Cristo ha già ottenuto per noi ed istantaneamente ne godremo i meravigliosi frutti di salvezza, pace e libertà: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la casa tua" (Atti 16:31).

(Redazione)

 

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