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Dominio Carismatico
 
 

Se ripercorriamo la storia dell'umanità per epoche noteremo che sono state svariate le forme di potere espletate dall'uomo. Fra queste rileveremo almeno un elemento peculiare in ognuna di esse che ha riverberato quello appartenente alla forma di potere esercitata da Gesù, anche se quell'elemento nelle forme di potere umane si è poi concretizzato non scevro dalle manomissioni umane. Partendo dal fatto che quelle forme essendo di fattura umana sono quindi fallibili [e sono fallite] si vuole giungere al risultato che solo la forma di potere di intelaiatura divina ottiene successo e porta a dei risultati esaltanti e che quegli elementi peculiari, maldestramente riproposti dall'uomo, sono mera esclusiva di Dio in quanto solo Lui li porta a compimento nella maniera perfetta.


Nel nostro viaggio a ritroso nel tempo, fra le tante forme espletate di potere, v'è ne sarebbe una molto interessante che vorrei porre alla vostra attenzione che l'uomo cerca ancora oggi di realizzare, ma senza riscontrare successo o, per lo meno, lo è di brevissima durata; una forma di potere che, nella sua forma genuina quando è operata da Dio, ha un carattere specificamente "fuori dall'ordinario", questi non è altro che il Dominio Carismatico. Entrando nello specifico, osservando quello dell'impalcatura divina e richiamando solo per qualche distinguo quello di intelaiatura umana, notiamo che nel dominio carismatico esiste un campo d'azione primario del dominante ricompreso in uno più vasto.

Testo guida della nostra ricerca è la Bibbia.
Partendo da Giov. 20:22 - Detto questo, [Gesù] soffiò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo" - nascita della Chiesa e Mat. 28:19-20 - [Gesù disse] Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente - il gran mandato, si può sottolineare che il rapporto fra questi tre fattori: il dominante (Gesù), il Suo gruppo ("quelli chiamati fuori", la Chiesa) e il campo di dominio più vasto (il mondo) è decisivo per la struttura e la sorte del potere carismatico. Le premesse per la creazione di questo dominio carismatico furono i processi di trasformazione in profondità, il ribaltone e/o il superamento della condizione sociale esistente alla nascita del capo carismatico: "Gesù venne nella pienezza dei tempi […] portò a compimento la legge e […] poi stabilì un nuovo patto". Questa trasformazione conferì gloria ed onore a Colui che fu e che è il portatore del vero carisma; attribuì alla sua discesa prima e ascesa poi (Filip. 2:6-11 - [Gesù] "pur essendo in forma di Dio […] spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre") quel carattere di <eccezionalità>, di <fuori dall'ordinario>, contrassegno topico del dominio carismatico. Il compito del detentore del potere, Gesù (nel cui adempimento conserva sempre carisma a differenza di un qualsiasi detentore umano) è specifico ed enormemente impegnativo.

Infatti Egli lotta sempre accanto ai Suoi per dominare sul male (non perché di loro ha bisogno, ma perché amandoli ha piacere di usarli come collaboratori di dominio) e con consapevolezza orienta verso un'unica direzione gli obiettivi di tutti coloro che costituiscono il Suo gruppo. Le gelosie, le rivalità e le tensioni che si ingenerano all'interno del gruppo centrale sono sempre pericolose e certamente esistono (Mar. 9:34 - "per via [gli apostoli] avevano discusso tra di loro chi fosse il più grande" - Mar. 10:35, 37, 41 - "Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, si avvicinarono a lui, dicendogli: "Maestro, desideriamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo […] concedici di sedere uno alla tua destra e l'altro alla tua sinistra nella tua gloria […] i dieci [apostoli], udito ciò, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni), ma non devono emergere, anzi represse per essere lucidi e cristallini nell'indirizzare verso l'esterno la forza, gli obiettivi e la pressione spirituale di quanti compongono questo gruppo; e l'esterno è il campo sociale disgregato, il mondo, il campo più ampio da conquistare. Tra il detentore del potere, Gesù e il nucleo centrale, la Chiesa, deve instaurarsi la più ampia unità possibile di interessi e di azione in modo che, nei fatti, il braccio di ciascun collaboratore all'atto dell'azione sia come un prolungamento del braccio del capo carismatico.

Oggi è l'esponente della classe dirigente di un qualsiasi paese industrializzato che, con l'arte della demagogia, cerca di instaurare un dominio carismatico, ma dagli scarsi risultati in quanto illude e abbacina gli animi dei suoi sostenitori cercando solo il suo tornaconto, e in tutto questo e da tener presente che l'elemento umano è sempre più fluttuante e ci vogliono ben altro che promesse e parole per scuoterlo ed accattivarlo, ci vogliono fatti.

L'uomo che intende esercitare questo tipo di potere deve comunque fare il calcolo delle possibilità di riuscita, la stessa cosa vale per il gruppo che lo sostiene. Entrambi devono spingersi in zone e situazioni non prevedibili a differenza di Gesù che, per la sua onniscienza e onnipotenza, detronizza i rischi e, l'obiettivo perseguito dal nucleo del Suo potere, cioè la Chiesa, acquista sempre più l'impronta della fede. Deve infatti servirsi di mezzi, attitudini e comportamenti in buona parte mai sperimentati (Efes. 4:20-32 - "Avete imparato, per quanto concerne la vostra condotta di prima, a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici […] rinnovati nello spirito della vostra mente […] a rivestire l'uomo nuovo che è creato all'immagine di Dio […] bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo […] adiratevi e non peccate […] chi rubava non rubi più […] nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca […] sia tolta via da voi ogni amarezza, ogni cruccio ed ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria…siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda") ed è facendo appello alla fede nella grazia divina, al carisma del loro capo e detentore del potere che l'incertezza e le dimensioni del rischio si annullano.

E la distruzione di numerose regole, norme e forme di comportamento tradizionali pone, al gruppo carismatico, un compito assai specifico: la guida non può essere realizzata attraverso un processo di <percolamento gerarchico> e in altre parole instaurando una struttura piramidale dove dall'alto scendono molecolarmente al basso comportamenti, attitudini e azioni di gradino in gradino, da uomo a uomo, (cosa che avviene nel dominio carismatico umano e questo inficia l'efficienza dello stesso) ma soltanto attraverso il continuo, diretto e personale intervento del capo che, a seconda delle situazioni, si usa di uno, pochi o tanti "luogotenenti" per mettere sottosopra il mondo (At. 17:6), vale a dire stabilendo un personale e diretto rapporto tra il capo e i membri del gruppo centrale.

Tutti i membri di questo gruppo conservano, purtroppo, ancora alcuni tratti dello stato dal quale provengono e che sono ancora parte del loro carattere personale (Rom. 7:18-20 - "Difatti, io so che in me non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no. Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. Ora, se io faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo compio, ma è il peccato che abita in me"). Tuttavia il rapporto e il valore degli uomini entro il nucleo centrale, la Chiesa, non sono determinati in base alla longevità del servizio, ma alla qualità, ubbidienza alla volontà del capo carismatico, Gesù.

Possedere tale qualità fu un dato decisivo anche per il successo del dominatore e capo: "Cristo mai parlò accampando dei propri diritti, ma tenne continuamente sotto controllo la Sua vita interiore, sottomettendo sempre il Suo spirito al Padre" (Dott. Oswald Chambers). Nel nucleo centrale si viene a creare un certo ordine di funzioni fra i suoi membri; a seconda del Suo volere, Dio elargisce doni e costituisce ministeri (I Cor. 12:28 - " E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori, poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di lingue"). All'interno del nucleo la scelta avviene secondo norme e forme differenti al senso comune in quanto essa è prerogativa di Dio. Il capo carismatico comunque offre possibilità di ascesa per tutti e del tutto particolari.

La sola appartenenza al gruppo carismatico, sia pure espletando funzioni "dietro le quinte" ma pur sempre necessarie, rappresenta comunque un'ascesa per coloro che ad esso affluiscono. Staccandosi dalla quotidianità, dalla massa, dalla condizione precedente loro ascendono alla più privilegiata (resa tale dalla presenza del capo, Gesù) e ristretta cerchia di un gruppo (non perché riservata a degli eletti, ma perché non sono molti rispetto all'intera società quelli che hanno scelto di farne parte) che percepisce se stesso per la prima volta come qualcosa di veramente particolare - "…tu sei prezioso (letter. glorioso)…ed Io [Gesù] ti amo" (Isaia 43:4). Connessa a questa ascesa avviene una trasformazione significativa che si verifica, nello stesso tempo, nell'atteggiamento e nel carattere di questi persone in ascesa: s'indebolisce (fino a scomparire con la fedeltà al servizio) l'identificazione del singolo con lo stato di provenienza e subentra una nuova identificazione con il nucleo centrale, che assume la funzione di una nuova patria e con il capo carismatico.

La separazione dallo stato d'origine, l'identificazione con il nuovo gruppo d'appartenenza (la Chiesa), il comune interesse ad assolvere i compiti di conquista, di missione e la necessità di curare il proprio stato spirituale, tutto ciò costituisce la premessa della struttura della quale si sta trattando.

Bisogna inoltre dire che per ciò che concerne il capo carismatico, Gesù, il suo potere personale, la Sua superiorità individuale e il Suo impegno all'interno del nucleo rimangono, dall'inizio alla fine, condizione indispensabile per il funzionamento dell'apparato. La struttura del nucleo s'appoggia sul capo. I membri legati al nucleo s'identificano con il detentore e capo, in quanto modello di una vita di fede e di successo (Ebrei 12:2 "…fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio") e perché la fiducia, la speranza e la fede che Egli li condurrà alla meta comune restano intatte ed immutabili. Egli annulla i rischi e cela le vertigini che spesso possono nascere dall'ansia di ascendere. Con abilità governa i membri del Suo gruppo che compiono quel salto nel buio, così visto da chi non è parte del nucleo, avendo l'assoluta certezza interiore che alla fine sarà un salto nella luce. Possiamo dire in effetti che questa capacità di prendere sempre le decisioni che alla fine si dimostrano giuste e destinate al successo è uno dei tratti decisivi del capo carismatico.

La capacità di trasmettere agli altri questa incrollabile convinzione costituisce il cemento che, al di là di tutti gli ostacoli e divergenze che si possono incontrare, conferisce unità e coesione al Suo nucleo. Questa capacità e questa convinzione sono la vera sostanza della fede nel Suo carisma (Filip. 4:13 - "Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica"). Il successo nel tenere in pugno situazioni di crisi, legittima, agli occhi del nucleo centrale, il carisma del capo. La Sua forza individuale e la Sua personale capacità di inventiva lo confermano sempre come il Migliore.

Ed STEIN


 

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