| I. Introduzione
Desideriamo mettere in evidenza la vita
e il carattere del giovane cristiano che ama e vuole
servire meglio il Suo Signore, consacrando la propria
vita per essere non solo testimone di Cristo ma piuttosto
modello di vita per il non credente, cioè la
luce che brilla nelle tenebre (Efesini
5:8,9); per questo motivo parlare di "etica
giovanile"significa porre a confronto la vita pratica
del credente con quella del non credente.
Etimologicamente la parola "etica"
proviene dal latino "ethika" o dal
greco "ethiké" - relativo al
costume; da "ethos" - abitudine, consuetudine,
costume, carattere, indole. Possiamo definire l'etica
la "scienza della morale", ossia che
insegna a governare i nostri costumi.
Considerando il tema del presente, appare
un sostantivo e due aggettivi :
- Etica ci porta ad una riflessione
sul comportamento caratteriale di ogni giovane che ha
ricevuto il messaggio del vangelo della grazia.
- Giovanile in quanto tale, si vive la realtà
di qualsiasi altro giovane della stessa età,
immerso nella sua società, nei costumi e nelle
tradizioni del suo paese (Ecclesiaste
12: 1 - 2 ; Giov.
17: 10).
- Cristiano in quanto tale deve vivere una vita
conforme alla volontà di Dio prendendo come unico
riferimento ed esempio la Bibbia (Ecc.12:3
; Salmo
8:2 - 5 ; Giov.17:
16,17).
II. Analisi
Occorre precisare quanto afferma la PAROLA
di DIO che coloro che fanno parte della chiesa, essi
formano un "corpo" unico ben coordinato ed
integrato da essere un organismo vivente. Quindi i giovani
dovrebbero trovare :
1) Unità : l'unità
implica uniformità, compatibilità e coesione
( Giov.
17:20,21; 1Cor.
12:12,13; Matt.
19:6 ).
2) Amore : Come vettore dell'unità
e fonte inesauribile di benedizioni.
a) amare Dio : significa rinunciare
a se stesso, sviluppare un comportamento coerente
e armonioso con la Parola di Dio ciò che l'apostolo
Giacomo
(1:22) chiama "mettere in pratica la Parola
di Dio". Si può notare che il verbo rinunciare
da latino re-nunziare, è composto dalla
particella "re" che ha il senso di "respingere"
e "nunziare" che significa "fare
sapere", quindi potremo dedurre che rinunciare
significa "prendere una decisione ben precisa
" quella di abbandonare volontariamente le cose
dubbie e dedicarsi a Dio, proclamando l'opera Sua
nella propria vita.
b) Amare gli altri : non si
può amare Dio ed essere in disdegno con gli
altri, per cui l'amore verso il prossimo è
incondizionato, non carnale
l'amore è
l'espressione più alta e più intensa,
è qualcosa che influenza tutto ; la vita nel
cielo e la vita sulla terra, l'operato di Dio e l'operato
dell'uomo, la sfera spirituale della vita umana, come
anche quella terrena.
3) Comportamento : parlare dell'etica
cristiana nell'ambito del settore giovanile richiama
senz'altro il comportamento degno dell'evangelo come
ci dice la Parola di Dio che l'albero buono è
definito dal frutto che produce (Matt.7:17;
Giov.
15:16).
I giovani cristiani
devono essere :
a) Assenati (non impulsivi,
discreti, non amanti dei paiceri ma amanti di Dio,
non vacillanti nelle loro decisioni.)
b) Esempi di opere buone (come Tito, in qunto
giovani devono mostrare coerenza nella pratica delle
opere buone quelle stesse che "Iddio ha innanzi
preparate affinché le pratichiamo. Ef.
2:10").
III. Conclusione
In vista della vocazione ricevuta dal
Signore, la vita di ogni credente sia esso giovenca
o meno è una vita all'insegna della nuova nascita,
che produce nuove abitudini nonché nuovo stile
atto a dare gloria al Nome di Cristo. La disciplina
e l'umiltà che contraddistinguono giovani credente
da non credente sono le virtù che hanno determinato
e dato il significato all'etica cristiana giovanile.
KA-TSHI
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